Dopo la rovina del Ventennio fascista il Sessantennio partitocratico di metamorfosi del Male.
Una storia di distruzione dello Stato di diritto e della Democrazia e di (re)instaurazione di un regime (neo)totalitario.
La vita del Parlamento come una cartina di tornasole dell’illegalità costituzionale repubblicana: dalla pubblicità dell’attività ai regolamenti “gruppocratici”, dall’immunità/impunità di Regime alla decretazione d’urgenza come stravolgimento dei poteri.
6.1 Nel 1976 la voce dei politici esce dal Palazzo con Radio Radicale
L’articolo 64 della Costituzione afferma che le sedute del Parlamento “sono pubbliche”, ma nella realtà dei fatti il precetto costituzionale rimane lettera morta per decenni. La pubblicità istituzionale è affidata alla sola stampa di poche centinaia di copie di resoconti stenografici o sommari delle sedute d’aula, da ritirare a pagamento presso la stamperia e quindi indirizzata essenzialmente ai notisti politici e ai singoli parlamentari. Leggi l’intero intervento
I Radicali si stanno preparando alla prima giornata nazionale dei silenti del 20 maggio, insieme all’Associazione Nazionale Consulenti Tributari A.N.CO.T., con lo slogan: Contributi silenti e Pensioni, ridatemi i miei soldi! (Guarda le foto del volantinaggio informativo del 30 aprile di Calabria Radicale a Cosenza). La vicenda dei contributi silenti è una delle tante ingiustizie italiane e colpisce le fasce più deboli dei lavoratori come i precari, i parasubordinati, i professionisti non regolati da un ordine e tutti quelli che versano i contributi nella gestione separata dell’I.N.P.S. (Guarda il video del volantinaggio informativo del 30 aprile di Calabria Radicale a Cosenza).
L’ingiustizia sta nella norma che prevede di non tener conto dei contributi versati se questi non arrivano a far maturare il diritto alla pensione e quindi è come se non fossero versati. Si comprende bene che centinaia di migliaia di persone o prenderanno una pensione bassissima quando giungeranno a età di quiescenza, oppure non la prenderanno per niente dal lavoro svolto nell’arco della vita. (Ascolta l’intervista di Radio Radicale a Marco Marchese).
I più colpiti saranno chi è costretto a lunghi periodi di lavoro precario, chi ha fatto lunghe disoccupazioni o costretto al lavoro nero. Il lavoro nero bisogna dirlo che comunemente è una costrizione e rappresenta lo spartiacque fra il portare un qualche reddito a casa e quindi il sostentamento proprio e della propria famiglia oppure no; ed è davvero ingiusto che queste fasce di lavoratori, proprio le meno garantite e più deboli debbano essere penalizzate pure dal punto di vista previdenziale. Leggi l’intero intervento
Il Comitato nazionale di Radicali Italiani è convocato per le giornate di venerdì 8 (con inizio alle ore 16.00), sabato 9 e domenica 10 aprile. All’ordine del giorno del dibattito:
la situazione politica generale e lo stato del Movimento;
campagne e iniziative in corso e da intraprendere;
elezioni: referendum e amministrative;
La riunione si terrà a Milano e vi parteciperanno Riccardo Cristiano e Marco Marchese
Campagne elettorali radicali diversissime, che molti “osservatori” definirebbero opposte nelle forme e nei contenuti, rappresentano in realtà il tentativo di rispondere a un unico problema: l’affermazione del diritto a conoscere per deliberare.
1972 e 1983: dal bruciare i certificati elettorali allo sciopero del voto
Dopo aver già bruciato le schede nel 1972, affrontando per questo denunce e processi, alle elezioni politiche del 1983 il Partito radicale decide di praticare l’”astensionismo votante”. Questa strategia deriva dalla consapevolezza che “ogni residuo diritto politico e costituzionale è stato ulteriormente sequestrato riservandone l’esercizio solamente alle forze politiche che abbiano depositato liste elettorali” e dunque, la presentazione delle liste elettorali si rende indispensabile “quale strumento tecnico-politico pregiudizialmente necessario” per garantire il proseguimento dell’azione antipartitocratica, e informare il maggior numero di cittadini. Leggi l’intero intervento
La manifestazione dei Radicali davanti al Quirinale il 25 aprile 2009
Perché la resistenza può ancora vincere
A vedere la televisione, i talk show di Bruno Vespa, l’inflazione di trasmissioni religiose, i discorsi del Papa puntualmente rilanciati da tutti i telegiornali, ma anche i salotti televisivi di Floris, di Santoro, di Matrix, di Primo Piano, si direbbe che in Italia viga su questioni particolarmente delicate che riguardano la vita di tutti o che investono l’ordinamento e il funzionamento del sistema politico, un pensiero se non proprio unico come negli stati teocratici e negli stati formalmente totalitari, almeno nettamente prevalente contrastato da una isolata minoranza che tenta inutilmente di opporvisi. E’ questa l’immagine del paese che i media trasmettono ogni giorno e che riflette su tali questioni le scelte del Parlamento e gli orientamenti delle forze politiche, di centro destra come di centro sinistra. Ma è davvero così? I referendum e i sondaggi ci raccontano un’altra storia. Leggi l’intero intervento
I Radicali manifestano davanti al Quirinale a Roma il 25 aprile 2009
GLI ULTIMI ANNI DEL REGIME
Dalla marcia per l’amnistia alla cancellazione della Commissione di vigilanza, il perfezionarsi della non-democrazia verso le prossime elezioni europee.
15.1 Sugli “obblighi costituzionali inderogabili” e sulla partecipazione dei Radicali alle elezioni europee
Per ottenere condizioni simili a quelle che si sono determinate in vista delle cosiddette “elezioni europee” del giugno ’09, in altri tempi sarebbe stato necessario far ricorso ai “colonnelli”: tribune elettorali cancellate per un anno; cancellata la Commissione parlamentare di vigilanza assieme a quelle funzioni costituzionali di controllo ad essa attribuite. Lo stesso Presidente della Repubblica, nell’estate 2008, era intervenuto per richiamare gli “obblighi costituzionali inderogabili” che invece erano disattesi, ma anche il suo intervento rimase completamente inascoltato. Leggi l’intero intervento
L’avvento della Repubblica per lungo tempo non produce mutamenti nella disciplina della radiodiffusione voluta dal regime fascista, imperniata sulla riserva allo Stato dell’attività radiotelevisiva e sul penetrante controllo politico circa l’assetto societario ed i contenuti dei programmi. Nell’Italia repubblicana, il controllo del consenso e del dissenso continua a essere assicurato principalmente attraverso il controllo del mezzo radiotelevisivo, in continuità con l’uso che il fascismo fece della radio e del cinema.
14.1 Dall’Eiar a Raiset
Una immutabilità segnata persino dalla continuità giuridica, oltre che delle strutture e del personale giornalistico, della concessionaria unica Rai rispetto all’Eiar, l’Ente italiano per le audizioni radiofoniche cui il fascismo ha riservato l’attività radiofonica. Leggi l’intero intervento
La copertina del libro di Emma Bonino Alfabeto Bonino
Alfabeto Bonino, di Emma Bonino, attraverso la formula del micro capitolo, ordinati appunto in ordine alfabetico, percorre il pensiero e la vita politica di Emma Bonino, ottimamente sintetizzata da Cristina Sivieri Tagliabue. Pulita, limpida, chiara, questi gli aggettivi che caratterizzano Emma Bonino, in questo momento Vice Presidente del Senato e già candidata al governo della Regione Lazio in contrapposizione a Renata Polverini che è poi diventata governatrice. Una carriera di azioni concrete e importanti, sempre a fianco del leader storico dei Radicali, in Italia, Marco Pannella Leggi l’intero intervento
Domani, Domenica 21 febbraio 2010, alle ore 11.30 è convocata una conferenza stampa dal titolo: ATTENZIONE! SENZA DEMOCRAZIA NON ESISTONO “ELEZIONI”. La conferenza stampa si terrà davanti alla Prefettura di Cosenza (all’aperto) su Piazza XI Settembre, nel corso della manifestazione di alcuni militanti e candidati della lista Bonino – Pannella che esporrà cartelli e bandiere per denunciare il corso illegale della fase preparatoria delle elezioni regionali. Leggi l’intero intervento
Se – come è purtroppo ormai probabile – si dovesse giungere al voto regionale del 28/29 marzo nelle attuali condizioni di negate legalità e democrazia, la decisione del parteciparvi o no s’impone sin d’ora come gravissimo, inevitabile problema di coscienza dinanzi all’inverarsi (per nonviolenti democratici quali siamo)del sicuro rischio di incorrere nel reato di complicità con opere di un Regime che negano radicalmente diritti umani, costituzionali, internazionali, individuali e collettivi; Regime che tende e sempre più riesce a ridurre lo Stato a mera copertura legalistica di questi crimini.Leggi l’intero intervento
Queste condizioni non possono permettere elezioni democratiche!
Dichiarazioni sulle elezioni regionali di Marco Marchese, Segretario di Calabria Radicale e Saverio De Morelli, membro del comitato nazionale di Radicali Italiani.
Il logo dell'associazione Calabria Radicale
Se oggi avessimo avuto la disponibilità degli autenticatori, saremmo stati nelle piazze a raccogliere le firme necessarie per la presentazione della lista Bonino – Pannella alle prossime elezioni regionali; anche con l’inclemenza del tempo avremmo trovato un portico, dove ripararci, piuttosto che fatto una raccolta di firme itinerante.
Queste non sono elezioni democratiche perché l’indisponibilità, salvo rare e meritevoli eccezioni, degli autenticatori è atto si legale ma espresso di proposito per impedire che la lista Bonino – Pannella possa essere presente col proprio simbolo sulla scheda elettorale.Leggi l’intero intervento
Marco Cappato - Segretario Associazione Coscioni - Foto: almcalabria
IL MANCATO RISPETTO DEGLI OBBLIGHI INTERNAZIONALI DELLA REPUBBLICA ITALIANA
L’inottemperanza di precisi mandati parlamentari e di obblighi derivanti dall’adesione dell’Italia a trattati internazionali, nonché la massiccia violazione delle direttive comunitarie, comportano ritardi e boicottaggi di necessarie e urgenti riforme del diritto internazionale, oltre che ingenti costi a danno della collettività.
Il combinato disposto degli articoli 10 e 11 della Costituzione sancisce la superiorità del diritto internazionale sul diritto interno, laddove dispone che “l’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute” e che l’Italia “consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni”. Leggi l’intero intervento
Pubblicato il 13 febbraio 2010 - Autore: Segnalazioni
Marco Beltrandi, Deputato Radicali / Pd - Foto: almcalabria
Il regolamento approvato dalla Commissione di vigilanza su proposta del parlamentare radicale Marco Beltrandi sopprime i talk show politici?
No, devono solo rispettare le regole che la legge prevede, e cioè dare parità di spazio ai diversi candidati presidente ed ai diversi partiti. Potranno organizzare i faccia a faccia tra i candidati Presidenti di Regione; i confronti tra i partiti; le interviste dei leader. L’unica cosa vietata è favorire un partito (invitandolo più volte di altri) o un candidato (organizzando una puntata solo per lui) Leggi l’intero intervento
Purtroppo a causa delle scelte de Il Quotidiano della Calabria in materia di diritti d’autore che non ci permettono di riportare neanche parzialmente articoli in rete oppure dalle edizioni cartacee non possiamo riportare qui, su questo spazio, il sondaggio e i relativi articoli apparsi nell’edizione di stamattina sulle intenzioni di voto dei Calabresi da cui emerge un vantaggio di oltre 3 punti percentuali della coalizione di Pippo Callipo, vincente su Scopelliti del Pdl, se il Pd appoggiasse la coalizione di Callipo che conta, ad oggi, l’appoggio di Idv, gruppi civici e i Radicali della lista Bonino Pannella.
Possiamo, però, suggerirvi di leggere la notizia pubblicata sul sito, anche se l’articolo è molto sintetico, e molto meno articolato delle pagine cartacee de Il Quotidiano della Calabria.
Emma Bonino candidata alla presidenza della Regione Lazio, Oliviero Toscali alla presidenza della Regione Toscana, liste Bonino – Pannella in tutte le regioni; su questo si sta concentrando tutto il lavoro dei Radicali.