
La manifestazione dei Radicali davanti al Quirinale il 25 aprile 2009
UN PRESIDENZIALISMO ABUSIVO, MEDIATICO ED EXTRA-ISTITUZIONALE
La lenta trasformazione delle funzioni e prerogative del Presidente della Repubblica muta il suo ruolo da quello di “garante” e di “custode” a quello di arbitro e mediatore fra le forze politiche. Così come il grande consenso popolare a un bipartitismo sul modello anglosassone viene trasformato dalla partitocrazia in un bipolarismo all’Italiana, che conserva intatto il potere dei partiti, il “Presidenzialismo” viene attuato in forme abusive: attraverso una lenta ma implacabile opera di svuotamento dei poteri istituzionali formali e degli strumenti a disposizione del Presidente (dal potere di grazia allo strumento del “messaggio alla Camere”, a quello del “rinvio” delle leggi al Parlamento), mentre si afferma un potere di fatto di esternazione diretta al popolo per mezzo della televisione. Leggi l’intero intervento

Il 25 aprile 2009 dei Radicali - manifestazione per le strade di Roma
GIUSTIZIA ALL’ITALIANA: UNO STATO “DELINQUENTE ABITUALE”
Dal Codice Rocco alle leggi speciali, dal processo 7 aprile al caso Tortora, dalle riforme negate all’impunità sistematica, le cause della più grande emergenza del Paese che è anche una grande questione sociale e ci attira il record di condanne dalla Corte europea per i diritti umani.
4.1 Codici fascisti, rinvio delle riforme e lentocrazia giudiziaria
In qualsiasi democrazia la Giustizia è il momento nevralgico di uno Stato di diritto. Il mantenimento in vita dei Codici fascisti, la lentezza nella entrata in funzione di importanti istituti costituzionali, la mancanza e il continuo rinvio di qualsiasi riforma da parte del Parlamento ne ha da subito inficiato il carattere democratico. Leggi l’intero intervento

I Radicali manifestano davanti al Quirinale a Roma il 25 aprile 2009
UNA REPUBBLICA FONDATA SUL REGIME DEI PARTITI (PARASTATALI E NON DEMOCRATICI)
L’ Articolo. 49 della Costituzione recita “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.” Mentre per i referendum i partiti pongono regole particolarmente restrittive, per quanto riguarda se stessi non stabiliscono alcuna regola: l’unico intervento legislativo è quello per garantirsi finanziamento di Stato. Leggi l’intero intervento
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- I Radicali manifestano davanti al Quirinale a Roma il 25 aprile 2009
IL FURTO DELLA SCHEDA REFERENDARIA
La Costituzione prevede che il cittadino partecipi all’attività legislativa utilizzando diverse schede di voto: quelle propriamente elettorali, per scegliere i membri del Parlamento, dei Consigli regionali e delle amministrazioni locali; e quella referendaria, per correggere o cancellare le leggi sbagliate del Parlamento. Il voto referendario abrogativo di leggi, è la straordinaria invenzione dei Costituenti i quali, storicamente, hanno vissuto l’esperienza del regime fascista e quindi affrontano con diffidenza l’istituzione parlamentare. Tuttavia per più di vent’anni, la scheda referendaria non viene posta in attuazione: incomincia da qui, immediatamente, il processo di snaturamento e svuotamento della Costituzione; da qui i partiti cominciano a impadronirsi del “sistema” politico e a cancellare lo Stato di diritto. Leggi l’intero intervento

I Radicali manifestano davanti al Quirinale a Roma il 25 aprile 2009
FATTA LA COSTITUZIONE NE INIZIA LA DISAPPLICAZIONE
Da subito i partiti che nell’Assemblea Costituente hanno elaborato e votato la Costituzione, si adoperano per svuotarla, vanificarla, impedirne l’attuazione: le regole democratiche che i deputati costituenti hanno posto alla base della Carta fondamentale dello Stato sono, da subito ed ampiamente, disattese. E’ così che parte la prima cancellazione dello stato di diritto. Coloro che con calore si proclamano custodi della Costituzione e che la dichiarano intoccabile, dimenticano di confrontarsi con essa e di ricordare tutte le violazioni che la Carta fondamentale ha subito fin dalla sua entrata in vigore il 1° gennaio 1948. Leggi l’intero intervento

La peste italiana
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Le regole democratiche che i padri costituenti intesero porre alla base della Carta fondamentale dello Stato sono state, da subito ed in maniera ampia, disattese dai partiti, che si sono impadroniti del sistema politico-istituzionale del nostro Paese. Nei decenni successivi il processo degenerativo ha investito tutti gli organi e le istituzioni repubblicane, via via erodendo lo Stato di diritto per finire ai giorni nostri, dove il processo di svuotamento e di svilimento della Costituzione viene a compimento in maniera così eclatante, oltre che condivisa.
Questo è il tema di fondo del documento La Peste Italiana, ovvero la metamorfosi del Male in Storia (sessantennale) di distruzione dello Stato di diritto, della democrazia, della legalità (re) instaurando un regime neototalitario. Il documento, curato dal “Gruppo di iniziativa di Satyagraha 2009 per lo Stato di diritto e la democrazia cancellati in Italia“, rappresenta la premessa fondamentale per la presentazione della Lista Bonino-Pannella alle prossime elezioni europee è stato presentato oggi (24 aprile 2009 ndr) presso la sede radicale da Marco Pannella ed Emma Bonino, insieme a:
Alfonso Celotto, ordinario di Diritto Costituzionale presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma tre
Marco De Andreis, ricercatore, direttore ufficio Studi Economico-Fiscali dell’Agenzie delle Dogane
Franco De Benedetti, imprenditore, già Senatore
Fulco Lanchester, ordinario di Diritto Costituzionale italiano e comparato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Roma La Sapienza
Antonio Maccanico, più volte ministro della Repubblica
Gianluigi Melega, giornalista e scrittore
Federico Orlando, giornalista, condirettore di Europa
Mario Patrono, ordinario di Diritto Pubblico presso la facoltà di Sociologia dell’Università di Roma La Sapienza
Donato Speroni, giornalista, docente di Economia e Statistica presso la Scuola di Giornalismo di Urbino.