
Marco Cappato - Segretario Associazione Coscioni - Foto: almcalabria
IL MANCATO RISPETTO DEGLI OBBLIGHI INTERNAZIONALI DELLA REPUBBLICA ITALIANA
L’inottemperanza di precisi mandati parlamentari e di obblighi derivanti dall’adesione dell’Italia a trattati internazionali, nonché la massiccia violazione delle direttive comunitarie, comportano ritardi e boicottaggi di necessarie e urgenti riforme del diritto internazionale, oltre che ingenti costi a danno della collettività.
Il combinato disposto degli articoli 10 e 11 della Costituzione sancisce la superiorità del diritto internazionale sul diritto interno, laddove dispone che “l’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute” e che l’Italia “consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni”. Leggi l’intero intervento

Il 25 aprile 2009 dei Radicali - la marcia arriva al Quirinale
LO SFASCIO DELLE ISTITUZIONI: IL “CASO” DEI PLENUM MANCANTI
All’inizio degli anni 2000, due violazioni della Costituzione minano il funzionamento di organi costituzionali di primaria importanza. Il primo grave vulnus riguarda la mancata elezione da parte del Parlamento, per 17 mesi, dei giudici costituzionali di sua spettanza. Il secondo è costituito dal mancato plenum della Camera dei deputati nella XIV legislatura.
12.1 Corte costituzionale
La Costituzione (articolo 135) è tassativa nel fissare in 15 i membri di cui si compone la Corte costituzionale. Accade invece che la Consulta operi e deliberi con soli 13 membri e, quindi, in assenza del plenum costituzionale dal 21 novembre 2000 al 24 aprile 2002, da quando cioè scadono il mandato del presidente Cesare Mirabelli e del vice-presidente Francesco Guizzi. Leggi l’intero intervento

Il 25 aprile 2009 dei Radicali - Mario Staderini e Gianfranco Spadaccia
PARTITOCRAZIA, DISSESTO IDROGEOLOGICO, DISTRUZIONE DELL’AMBIENTE
Le case polverizzate dal terremoto in Abruzzo, sotto le quali muoiono 300 persone, dopo quelle dei terremoti immediatamente precedenti di Assisi (Umbria) e di San Giuliano di Puglia (Molise) ci consegnano l’immagine emblematica di un paese incapace a governare la fragilità del suo territorio, sismico al 75%, su cui insistono almeno 80mila edifici pubblici da consolidare, 22mila scuole in zone a rischio, di cui ben 9mila prive di basilari criteri di sicurezza.
11.1 Un paese vulnerabile
Un problema, quello della vulnerabilità degli edifici, che non riguarda solo quelli storici o quelli pubblici, ma i milioni di vani dell’edilizia residenziale post-bellica, priva di qualità e non antisismica, Leggi l’intero intervento

Il 25 aprile 2009 dei Radicali - Alessandro Massari
DALLA RIFORMA “AMERICANA” POSSIBILE ALLE CONTRORIFORME PARTITOCRATICHE
All’inizio degli anni ’90, con l’esplosione di tangentopoli e l’auto-referenzialità del sistema politico italiano, ormai evidentemente scollegato dalla gestione del territorio e dei suoi problemi, nella società matura una profonda crisi di fiducia nelle istituzioni rappresentative repubblicane. Per cercare di intervenire sull’assetto politico, rompendo l’articolazione bipolare di un monopartitismo sempre meno imperfetto, si fa ricorso allo strumento del referendum.
10.1 La scelta della riforma maggioritaria uninominale, come risposta popolare alla degenerazione del sistema dei partiti
La maggioranza dei cittadini, in modo sempre più netto, esprime il proprio favore per meccanismi elettorali che mirano a legare direttamente l’eletto con il corpo elettorale e il territorio. Già nel 1986 era nata, per iniziativa radicale e con parlamentari di vari partiti (democristiani, socialisti, liberali) la “Lega per l’uninominale”. Leggi l’intero intervento

Marco Marchese - Il 25 aprile 2009 dei Radicali a Roma
LA BANCAROTTA DELLO STATO ITALIANO
Le lontane origini negli anni ’70 e ’80 del dissesto economico e finanziario, solo in parte frenato dall’adesione dell’Italia all’Eurozona. L’inesorabile crescita del debito pubblico, la mancanza delle riforme, la politica clientelare dei partiti, le scelte conservatrici e corporative del padronato e dei sindacati.
9.1. Il tradimento dei vincoli costituzionali di bilancio
Il “monopartitismo imperfetto” del regime italiano diviene subito evidente e si perfeziona soprattutto nella gestione consociativa e corporativa, contro Costituzione, del debito e della spesa pubblica. Secondo Giovanni Sartori, “almeno 3/4 della legislazione italiana tra il 1948 e il 1968 è stata approvata anche dai comunisti”. Leggi l’intero intervento

Marco Pannela, a Roma, al 25 aprile dei Radicali.
UNA LETTURA ALTERNATIVA DEGLI ANNI NERI DELLA REPUBBLICA
“Il sistema dei partiti entra in crisi negli anni ’60, intanto con le lotte per i diritti civili. (…) Negli anni ’70, la solidarietà nazionale è un rigurgito esistenziale del sistema dei partiti che si mette complessivamente contro la società, il pluralismo nella società; e, utilizzando poi anche l’emergenza del terrorismo,…” (Rino Formica, più volte Ministro socialista, a Radio Radicale nell’aprile 2009).
8.1 Elezioni anticipate: i Radicali bruciano i certificati elettorali (1972)
Nel corso degli anni ’70, il processo di erosione della democrazia italiana conosce una fase di forte accelerazione. L’unanimismo consociativo nelle commissioni parlamentari ne è la più evidente riprova. Il 1972 è l’anno delle prime elezioni anticipate, il 1974 è l’anno di introduzione del finanziamento pubblico dei partiti. Leggi l’intero intervento

Il 25 aprile 2009 dei Radicali.
GLI ANNI ‘70: LA RIVOLUZIONE DEI DIRITTI CIVILI
Obiezione di coscienza al servizio militare, divorzio, aborto, voto ai diciottenni, diritti dei transessuali, depenalizzazione delle droghe: il movimento radicale e referendario dei diritti civili ottiene importanti conquiste sociali già dalla fine degli anni ’60. E potrebbe dilagare. Eutanasia, abolizione del Concordato, abolizione dei manicomi, diritti delle persone omosessuali: le “riforme tabù” di oggi erano già mature 30 anni fa.
7.1 Il riconoscimento dell’obiezione di coscienza e l’abolizione dei Tribunali militari
Il riconoscimento legislativo dell’obiezione di coscienza viene introdotto in Italia dopo che per vent’anni gli obiettori, con i radicali in prima linea, affrontano detenzioni, processi e condanne per affermare il principio morale civile o politico di non collaborare con gli eserciti. Dall’arresto dei fratelli Strik Lievers nel ’66 alla lunga carcerazione di Roberto Cicciomessere, vice-segretario del Pr, Leggi l’intero intervento

Il 25 aprile 2009 dei Radicali
PARLAMENTO: LA CAMERA DEI PARTITI
La vita del Parlamento come una cartina di tornasole dell’illegalità costituzionale repubblicana: dalla pubblicità dell’attività ai regolamenti “gruppocratici”, dall’immunità/impunità di Regime alla decretazione d’urgenza come stravolgimento dei poteri.
6.1 Nel 1976 la voce dei politici esce dal Palazzo con Radio Radicale
L’articolo 64 della Costituzione afferma che le sedute del Parlamento “sono pubbliche”, ma nella realtà dei fatti il precetto costituzionale rimane lettera morta per decenni. La pubblicità istituzionale è affidata alla sola stampa di poche centinaia di copie di resoconti stenografici o sommari delle sedute d’aula, da ritirare a pagamento presso la stamperia e quindi indirizzata essenzialmente ai notisti politici e ai singoli parlamentari. Leggi l’intero intervento

La manifestazione dei Radicali davanti al Quirinale il 25 aprile 2009
UN PRESIDENZIALISMO ABUSIVO, MEDIATICO ED EXTRA-ISTITUZIONALE
La lenta trasformazione delle funzioni e prerogative del Presidente della Repubblica muta il suo ruolo da quello di “garante” e di “custode” a quello di arbitro e mediatore fra le forze politiche. Così come il grande consenso popolare a un bipartitismo sul modello anglosassone viene trasformato dalla partitocrazia in un bipolarismo all’Italiana, che conserva intatto il potere dei partiti, il “Presidenzialismo” viene attuato in forme abusive: attraverso una lenta ma implacabile opera di svuotamento dei poteri istituzionali formali e degli strumenti a disposizione del Presidente (dal potere di grazia allo strumento del “messaggio alla Camere”, a quello del “rinvio” delle leggi al Parlamento), mentre si afferma un potere di fatto di esternazione diretta al popolo per mezzo della televisione. Leggi l’intero intervento

Il 25 aprile 2009 dei Radicali - manifestazione per le strade di Roma
GIUSTIZIA ALL’ITALIANA: UNO STATO “DELINQUENTE ABITUALE”
Dal Codice Rocco alle leggi speciali, dal processo 7 aprile al caso Tortora, dalle riforme negate all’impunità sistematica, le cause della più grande emergenza del Paese che è anche una grande questione sociale e ci attira il record di condanne dalla Corte europea per i diritti umani.
4.1 Codici fascisti, rinvio delle riforme e lentocrazia giudiziaria
In qualsiasi democrazia la Giustizia è il momento nevralgico di uno Stato di diritto. Il mantenimento in vita dei Codici fascisti, la lentezza nella entrata in funzione di importanti istituti costituzionali, la mancanza e il continuo rinvio di qualsiasi riforma da parte del Parlamento ne ha da subito inficiato il carattere democratico. Leggi l’intero intervento

I Radicali manifestano davanti al Quirinale a Roma il 25 aprile 2009
UNA REPUBBLICA FONDATA SUL REGIME DEI PARTITI (PARASTATALI E NON DEMOCRATICI)
L’ Articolo. 49 della Costituzione recita “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.” Mentre per i referendum i partiti pongono regole particolarmente restrittive, per quanto riguarda se stessi non stabiliscono alcuna regola: l’unico intervento legislativo è quello per garantirsi finanziamento di Stato. Leggi l’intero intervento
-

- I Radicali manifestano davanti al Quirinale a Roma il 25 aprile 2009
IL FURTO DELLA SCHEDA REFERENDARIA
La Costituzione prevede che il cittadino partecipi all’attività legislativa utilizzando diverse schede di voto: quelle propriamente elettorali, per scegliere i membri del Parlamento, dei Consigli regionali e delle amministrazioni locali; e quella referendaria, per correggere o cancellare le leggi sbagliate del Parlamento. Il voto referendario abrogativo di leggi, è la straordinaria invenzione dei Costituenti i quali, storicamente, hanno vissuto l’esperienza del regime fascista e quindi affrontano con diffidenza l’istituzione parlamentare. Tuttavia per più di vent’anni, la scheda referendaria non viene posta in attuazione: incomincia da qui, immediatamente, il processo di snaturamento e svuotamento della Costituzione; da qui i partiti cominciano a impadronirsi del “sistema” politico e a cancellare lo Stato di diritto. Leggi l’intero intervento

I Radicali manifestano davanti al Quirinale a Roma il 25 aprile 2009
FATTA LA COSTITUZIONE NE INIZIA LA DISAPPLICAZIONE
Da subito i partiti che nell’Assemblea Costituente hanno elaborato e votato la Costituzione, si adoperano per svuotarla, vanificarla, impedirne l’attuazione: le regole democratiche che i deputati costituenti hanno posto alla base della Carta fondamentale dello Stato sono, da subito ed ampiamente, disattese. E’ così che parte la prima cancellazione dello stato di diritto. Coloro che con calore si proclamano custodi della Costituzione e che la dichiarano intoccabile, dimenticano di confrontarsi con essa e di ricordare tutte le violazioni che la Carta fondamentale ha subito fin dalla sua entrata in vigore il 1° gennaio 1948. Leggi l’intero intervento

La peste italiana
Scarica il documento “La peste italiana” (.pdf 803 Kb)
Le regole democratiche che i padri costituenti intesero porre alla base della Carta fondamentale dello Stato sono state, da subito ed in maniera ampia, disattese dai partiti, che si sono impadroniti del sistema politico-istituzionale del nostro Paese. Nei decenni successivi il processo degenerativo ha investito tutti gli organi e le istituzioni repubblicane, via via erodendo lo Stato di diritto per finire ai giorni nostri, dove il processo di svuotamento e di svilimento della Costituzione viene a compimento in maniera così eclatante, oltre che condivisa.
Questo è il tema di fondo del documento La Peste Italiana, ovvero la metamorfosi del Male in Storia (sessantennale) di distruzione dello Stato di diritto, della democrazia, della legalità (re) instaurando un regime neototalitario. Il documento, curato dal “Gruppo di iniziativa di Satyagraha 2009 per lo Stato di diritto e la democrazia cancellati in Italia“, rappresenta la premessa fondamentale per la presentazione della Lista Bonino-Pannella alle prossime elezioni europee è stato presentato oggi (24 aprile 2009 ndr) presso la sede radicale da Marco Pannella ed Emma Bonino, insieme a:
Alfonso Celotto, ordinario di Diritto Costituzionale presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma tre
Marco De Andreis, ricercatore, direttore ufficio Studi Economico-Fiscali dell’Agenzie delle Dogane
Franco De Benedetti, imprenditore, già Senatore
Fulco Lanchester, ordinario di Diritto Costituzionale italiano e comparato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Roma La Sapienza
Antonio Maccanico, più volte ministro della Repubblica
Gianluigi Melega, giornalista e scrittore
Federico Orlando, giornalista, condirettore di Europa
Mario Patrono, ordinario di Diritto Pubblico presso la facoltà di Sociologia dell’Università di Roma La Sapienza
Donato Speroni, giornalista, docente di Economia e Statistica presso la Scuola di Giornalismo di Urbino.