Dopo la rovina del Ventennio fascista il Sessantennio partitocratico di metamorfosi del Male.
Una storia di distruzione dello Stato di diritto e della Democrazia e di (re)instaurazione di un regime (neo)totalitario.
Pubblicato il 27 settembre 2009 - Autore: Marco Marchese
La copertina del libro di Antonia Giorgi
Antonia Giorgi è la mamma di Marco Marmo, uno dei sei giovani uccisi nella strage di Duisburg il giorno di ferragosto di due anni fa. Antonia Giorgi grida l’innocenza dei figli Marco e quella di Achille, arrestato per mafia e condannato in primo grado a otto anni di carcere. Dal luglio 2009 l’invocazione di giustizia della signora Giorgi ha trovato forma in un libro, autoprodotto, e forse di non facile reperibilità in cui si narra la storia della famiglia Marmo. Fin dalle prime righe, dedicate all’innocenza dei figli, ci si accorge che non si tratta di una storia fortunata che narra, oltre la sorte di Marco e Achille, anche la morte del marito in seguito ad un incidente stradale. Leggi l’intero intervento
Per non morire di Mafia – Pietro Grasso e Alberto La Volpe – Sperling & Kupfer – 2009
Dal risvolto di copertina: la mafia non si arrende mai. È il promemoria quotidiano di un magistrato impegnato da trent’anni contro la criminalità organizzata e convinto che, per contrastarla, sia necessario avere la percezione esatta della sua pericolosità. Le rivelazioni dei pentiti, la celebrazione dei processi, lo smantellamento del vertice di Cosa Nostra non hanno segnato la fine delle cosche. Ai colpi inferti dagli investigatori, l’organizzazione ha ribattuto ogni volta con nuove strategie, Leggi l’intero intervento
Mafia pulita – Elio Veltri e Antonio Laudati – Longanesi – aprile 2009
Mafia pulita è un ottimo testo per capire il livello di pervasività delle mafie e quanto queste siano pericolose per la democrazia in un paese, l’Italia, che crede di aver acquisito la libertà democratica per sempre, ma che in realtà non ha ancora gli anticorpi forti e necessari per proteggersi. Il risvolto di copertina: La Mafia Spa è la più grande azienda italiana per fatturato. Oggi non ha più bisogno di uccidere: compra. Il suo patrimonio potrebbe da solo colmare il debito pubblico italiano. È una multinazionale del crimine da mille miliardi di dollari, un grande gruppo finanziario con dirigenti e quadri, un universo in cui si Leggi l’intero intervento
La criminalità organizzata in Calabria 1 – Nicola Gratteri, Antonio Nicaso e Valerio Giardina – Pellegrini Editore – 2009
La copetrtina del libro Cosenza, 'ndrine, sangue e coltelli
Il risvolto di copertina:
Questo libro nasce dall’idea di raccontare la ‘ndrangheta nelle sue articolazioni territoriali, nel suo radicamento nelle cinque province calabresi. Il primo volume è dedicato a Cosenza e alla sua provincia. Per capire oggi la ‘ndrangheta bisogna inforcare occhiali con lenti bifocali. La mappa da mettere a fuoco parte dalla Calabria, ma spazia su tutti i continenti: dall’Europa all’Oceania. La ‘ndrangheta, però, prima di essere globale è soprattutto locale, un mix di sangue e potere, un sistema disumano di violenza combinato con un sofisticato meccanismo di connessioni politico-finanziarie. Le lenti bifocali servono a vedere lontano, ma anche vicino, a due palmi dal naso. In Calabria, la ‘ndrangheta è potere, contiguità con le élite locali, controllo del territorio, consenso e compromesso. ‘Ndrine, sangue e coltelli racconta la storia della criminalità organizzata a Cosenza e nel cosentino. Da Stanu De Luca a Luigi Pennino, da Luigi Palermo a Franco Pino e Franchino Perna.
La copertina del libro Morte di un giudice solo. Il delitto Scopelliti.
Il delitto Scopelliti, caso ancora irrisolto, di cui è certo che si tratta di un delitto di mafia, viene ripercorso e approfondito nel libro di Antonio Prestifilippo, giornalista che ha lavorato a Il Messagero, Il Secolo XIX, Il Giorno, attualmente giornalista per la Gazzetta del Sud, attraverso le cronache dell’epoca, il punto sulle indagini, degli approfondimenti e una toccante intervista alla figlia del Giudice Scopelliti, Rosanna, che chiude il volume.
Il risvolto di copertina:
È il pomeriggio del 9 agosto 1991. Il magistrato di Cassazione Antonino Scopelliti viene ucciso nel suo paese natale, alle porte di Reggio Calabria. La notizia scuote il torpore di un’Italia già in vacanza. Ma chi è Scopelliti? Il suo nome è sconosciuto al pubblico e alla stampa. Eppure il suo è un altro omicidio eccellente. Leggi l’intero intervento
Fatta. Fatto. Raggiunto l’obiettivo, ripartiamo, ringraziando di cuore chi, con azioni e parole vere, ci ha sostenuto ogni giorno, per due lunghi mesi. Non siamo andati, come forse s’aspettava qualcuno.
Con una solidarietà straordinaria, tutta dal basso, deliberatamente assenti illustri protagonisti del dissenso civile italiano, su tutti Beppe Grillo, abbiamo recuperato il disavanzo di cassa maturato negli ultimi due anni; causato dall’isolamento in cui abbiamo operato. Leggi l’intero intervento
Pubblicato il 21 febbraio 2009 - Autore: Segnalazioni
Libro/inchiesta di Ferruccio Pinotti e Luca Tescaroli – BUR – novembre 2008 – pag. 464
La copertina del libro Colletti sporchi
L’incipit dell’introduzione di Ferruccio Pinotti:
Questa inchiesta affronta un tema centrale nella qualità e nelle prospettive della vita di ognuno di noi. I reati dei colletti bianchi sono complessi, difficili da definire, eppure particolarmente gravi perché, lentamente e inesorabilmente, distruggono il tessuto dei nostri rapporti sociali, dell’economia, della finanza, del risparmio, del lavoro. Sono i crimini che distruggono la democrazia: l’imprenditore che accetta di avere rapporti con la mafia; il politico che si vende alle esigenze di Cosa Nostra; il dirigente dell’istituto di credito che accetta di riciclare denaro di provenienza illecita. Ma anche il private banker che vende azioni di società a rischio, l’assessore che investe le risorse del proprio comune nei prodotti finanziari derivati, il magistrato che si fa corrompere, il giornalista che fa cattiva informazione finanziaria, il commercialista che falsifica i bilanci, il revisore dei conti che li certifica. Leggi l’intero intervento
Peppino Impastato abitava a Cinisi, in Sicilia. Ucciso nella notte fra l’8 e il 9 maggio 1978. Abitava a poche decine di metri dal capomafia Gaetano Badalamenti. Le due abitazioni erano divise da “cento passi” e Peppino Impastato è stato ucciso per il suo attivismo antimafioso e perché quando parlava di mafia, teneva la testa alzata e alzava anche la voce per urlare e far sapere a tutti che “la mafia è una montagna di merda”. La storia di Peppino Impastato mi è tornata in mente dopo aver visto pubblicato sul sito www.sanlucidocerasuolo.com l’appello fatto girare su internet per evitare la chiusura della rete antimafie calabrese. Leggi l’intero intervento
Pubblicato il 1 febbraio 2009 - Autore: Segnalazioni
Il logo del sito www.ndrangheta.it
Ndrangheta.it – I giovani della rete La voce di Fiore – 01/02/2009
Avevamo scritto da principio le ragioni del nostro appello: disavanzo di 10.000 euro e necessità di recupero per continuare. Lo avevamo chiarito.Avevamo reso pubblico il nostro bilancio e aggiornato puntualmente lavocedifiore.org e ndrangheta.it, rispetto alle donazioni ricevute. Avevamo chiesto contributi liberi, anche di soli 5 euro, anzitutto per un fatto ideologico e politico, in senso nobile. Primo, contano le piccole azioni; quando convinte, compiute per adesione a un progetto collettivo. Leggi l’intero intervento
Quello che segue è il testo dell’ennesimo e forse ultimo appello per scongiurare la chiusura della rete antimafie calabrese. E’ un progetto che può essere esaminato sui seguenti siti internet: ndrangheta.it e la voce di Fiore.
Un contributo, anche solo 10 Euro, può scongiurare la chiusura di questo importante progetto. Cos’altro aggiungere se non l’invito a dedicare qualche minuto per capire di che cosa ci priviamo se lasciamo il passo all’indifferenza? La ndrangheta si nutre di indifferenza e prospera. Noi tutti ne siamo le vittime.
Mancano pochi giorni al 31 gennaio. A quanto pare sino a oggi, 19 gennaio, l’appello di “la Voce di Fiore” non è valso a raggiungere l’obiettivo minimo di sopravvivenza, che è di 10.000 euro. Siamo arrivati, fin qui, a meno di 5.000 euro. C’è stata comunque una risposta corale, che merita piena riconoscenza e gratitudine. Leggi l’intero intervento
Pubblicato il 12 gennaio 2009 - Autore: Segnalazioni
Ndrangheta.it – I giovani della rete La voce di Fiore – 09/01/2009
Il logo del sito www.ndrangheta.it
Su Facebook c’è un gruppo che si chiama “Sosteniamo La Voce di Fiore’ creato dalla giornalista Angela Chirico. Conta ben 449 membri. Sul sito del Corriere della Sera, è stata riportata la notizia (3 gennaio 2009) delle nostre difficoltà finanziarie, che ci hanno spinto a domandare aiuto ai lettori e a quanti condividono la battaglia per la legalità e la giustizia condotta con denunce, articoli, libri, siti, iniziative culturali. Sul sito di Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo, e di altri esponenti dell’antimafia civile è pubblicato il nostro appello. La documentazione relativa è in fondo alla pagina. Leggi l’intero intervento
Marco Marchese - comitato nazionale di radicali Italiani
Il 9, 10 e 11 gennaio a Roma si è svolto il comitato nazionale di Radicali Italiani. Sono intervenuto nella prima giornata con un intervento sulla ndrangheta. Cliccando il collegamento in basso è possibile ascoltare e vedere l’audiovideo dell’intervento centrato sull’impressionante volume di affari della ndrangheta che si svolge silenziosamente e inesorabilmente.
Il documento che segue, sei mesi fa, mi colpì. Si tratta della presentazione di “ndrangheta holding, dossier 2008”. La ricerca dell’istituto Eurispes è rimasta in evidenza fra i miei documenti perché necessitava un periodo di riflessione ed elaborazione mentale per capire l’importanza e la portata dei dati in esso contenuto. Si tratta del fatturato della ndrangheta e ascoltare a distanza di tempo l’esposizione di questa ricerca rende il documento stesso ancora più interessante e meritevole di attenzione. Leggi l’intero intervento
Né a destra né a sinistra. E nemmeno a centro. Privi di tessere, protettori, sponsor, padroni. Squattrinati e liberi, come tanti ragazzi in Italia e nel mondo. Bamboccioni, precari, utopisti a piede libero. Seguaci, recidivi, d’un umanesimo fuori tempo: fuori schema, fuori bilancio. Coerentemente rumorosi. Non abbiamo preso ordini, non ci siamo venduti, non siamo saltati sul carro dei vincitori, non ci siamo piegati, non abbiamo taciuto. Mai. Duri, testardi, leali nel confronto. Leggi l’intero intervento
Marchese e Candido (Radicali Italiani): “Con il caso Europaradiso l’ennesima riprova di miliardi di euro della Comunità europea in mano alle cosche e alla politica dei silenzi” “Occorre un radicale cambiamento di metodo come alternativa a questa classe dirigente”.
Foto: k21991
26/11/2008 “La sconfitta del fenomeno mafioso, che sicuramente deve passare per la confisca dei patrimoni, ritarda in Calabria perché qui trova complicità della classe dirigente a tutti i livelli.”
Prosegue Marco Marchese, Segretario dell’associazione radicale calabrese per la resistenza non violenta, “Basta con la politica silente ed omissiva che impedisce il riscatto di una Calabria migliore e che rappresenta una vera e propria violazione dei diritti umani e civili dei calabresi.” Leggi l’intero intervento