
In Calabria soccombe la libertà individuale. Foto: antonello_mangano
La rivolta degli emigranti verificatosi nei giorni scorsi a Rosarno in Calabria, è un fatto che deve fare riflettere e cercare soluzioni multiculturali, altrimenti in futuro questi problemi saranno sempre più spinosi.
Le scene di Rosarno ci lasciano senza parole, per un attimo la domanda è d’obbligo siamo in Italia?!
Purtroppo sono stati commessi una serie di errori: si è venduto la favola della “bella e ricca Italia”, senza fondare questo su una solida e forte struttura legislativa ed economica, legata allo sviluppo del lavoro. Si è permesso agli stranieri di entrare, senza alcuna regola, era sconcertante quell’inutile invito a ritornare dopo i quindici giorni per regolare la loro posizione. Leggi l’intero intervento

L'ingresso del CIE di Lamezia Terme
Il centro per l’identificazione ed espulsione di Lamezia Terme versa in condizioni inaccettabili: dalle precarie condizioni igieniche alla manutenzione ordinaria e straordinaria carente, dalle lenzuola (di carta monouso) cambiate ogni 6-7 giorni al presidio sanitario solo dei giorni feriali e per sole otto ore durante la giornata.
Marco Marchese, Segretario di Calabria Radicale, scrive una lettera – appello al Sindaco della città di Lamezia Terme, Giovanni Speranza, affinché intervenga “con i servizi sociali del Comune e con quanto possa rendere la vita del centro vivibile perché al suo interno sono in condizioni di reclusioni vere e proprie 55 migranti a cui non è offerta alcuna possibilità di attività di scuola o alfabetizzazione, di formazione professionale o sportivo – ricreative; gli ospiti (ma il termine ospite in questo caso non è per niente corretto) trascorrono la giornata abbandonati a loro stessi in attesa che venga definita la posizione di ognuno e potendo trascorrere fino a sei mesi all’interno del centro; da questa condizione ne scaturiscono i cinque casi di autolesionismo verificatesi dall’inizio del 2009”.
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Visita al CIE di Lamezia Terme. Da sinistra: Marco Marchese, Doris Lo Moro e Matteo Mecacci.
Calabria Ora – 07/12/2009 – Antonietta Bruno
Matteo Mecacci, deputato radicale eletto nelle liste del Partito democratico e membro della Commissione Esteri, ha fatto visita ieri assieme al deputato del Pd Doris Lo Moro, al vice dirigente del commissariato di Polizia della città della Piana Saverio Mercurio, al capo di Gabinetto del Prefetto di Catanzaro Costanza Pino e a Marco Marchese e Riccardo Cristiano, rispettivamente presidente e tesoriere dell’associazione Calabria Radicale, al centro Cie di Lamezia Terme. Una visita, come spiegato da Mecacci «che si inserisce nel quadro di una più ampia iniziativa nazionale che i Radicali assieme a circa 30 deputati dell’opposizione, hanno intrapreso prima con “Ferragosto in carcere” e poi con visite all’interno dei centri per immigrati».
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L'ingresso del CIE di lamezia Terme
Domenica 6 dicembre, l’On. Matteo Mecacci, Deputato Radicale nel gruppo del PD, accompagnato da Marco Marchese e Riccardo Cristiano, rispettivamente Segretario e Tesoriere di Calabria Radicale, visiterà il CIE (centro d’identificazione ed espulsione) “Malgradotutto” di Lamezia Terme.
Dopo la buona riuscita del Ferragosto in carcere, che ha visto impegnati 165 parlamentari di tutti gli schieramenti politici nelle visite di quasi 200 istituti in Italia, in molti hanno pensato che la stessa positiva esperienza potesse ripetersi nei centri per immigrati, per comprendere a fondo anche questa realtà così poco conosciuta, e pressoché ignorata se non quando accade qualche drammatico episodio di cronaca. Durante questo “ponte dell’Immacolata nei centri per immigrati”, con la partecipazione di decine di parlamentari, saranno visitati tutti i centri sparsi in dieci regioni d’Italia; in Calabria, oltre Lamezia Terme, vi è il centro di Crotone che sarà visitato dall’On. Franco Laratta e Nicodemo Nazzareno Oliverio, entrambe del gruppo del PD.
Francesco Mollo (sintesi da centomila punture di spillo) – 09/12/2008 – Facebook

Foto: lorca56
Fanno lavorare in nero i connazionali più poveri nei laboratori lager.S i chiudono a riccio nelle loro comunità e, misteriosamente non muoiono mai.Sono questi alcuni degli stereotipi diffusi in Italia sugli immigrati cinesi.Poi si scopre a San Vedemiano(Tv), paese che ha dato i natali ad Alessandro Del Piero, il secondo contribuente alle spalle del famoso calciatore è un certo Aiqin Hu, nato in Cina, titolare di un’azienda tessile.L’imprenditore ha dichiarato al fisco italiano 419.184 euro. La ricchezza <<emersa>> è più di una curiosità.L’associazione degli industriali di Treviso, Unidustria, ha lanciato un progetto per attirare gli investimenti cinesi. La città vuole creare un parco tecnologico che faccia da calamita per attirare capitali. C’e’ un’Italia dove il problema dell’immigrazione rischia di incancrenirsi ,in una spirale di perversa di ritardi legislativi, populismi,inefficenze dello stato e reazioni emotive. In Italia risiede la cifra record di 760mila stranieri irregolari. Leggi l’intero intervento
Segnalazione articolo di Alessandro Litta Modignani, pubblicato su l’Opinione del 29/11/2008

Foto: lorca56
A proposito di immigrazione, indovinate chi ha detto: “Occorre una politica dell’integrazione ma nel rispetto delle identità, quindi ponendosi anche l’obiettivo di rispettare l’identità altrui”? Oppure: “Sappiamo molto di quello che pensano e temono gli italiani dell’immigrazione, ma sappiamo ancora troppo poco di cosa pensano gli “altri”, cioè gli immigrati, della loro integrazione possibile”? No, non è il “buonista” Veltroni: sarebbe troppo facile …(Continua)
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Nel centro per richiedenti asilo di Crotone - Foto: Giuseppe Candido
Nel pomeriggio del 15 novembre, mentre la popolazione di Cropani si preparava a manifestare contro il nuovo Cpa, i radicali calabresi hanno promosso un sit in a sostegno dei richiedenti asilo e invitato le parlamentari Rita Bernardini ed Elisabetta Zamparutti a visitare la struttura. Il diluvio ha impedito lo svolgimento della manifestazione, la visita invece si è svolta …(Continua)
Apri l’articolo – Giovanna Canigiula – Fai Notizia – Radio Radicale

Foto: Emilio Grimaldi
Il 20 ottobre scorso, su decisione del Ministero degli Interni, sono stati trasferiti dal CPA di Crotone in un villaggio di Cropani Marina, comune a vocazione turistica del catanzarese, circa 210 richiedenti asilo. Comune, operatori economici e società civile protestano, con tanto di consiglio comunale straordinario, richiesta di incontro col Prefetto e raccolta di firme contro: gli ospiti, in quanto indesiderati, se ne debbono andare alla svelta e questa è la sostanza …(Continua)
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Segnalazione – Il Quotidiano della Calabria – 30/10/2008 – Emilio Grimaldi

Foto: tr3regine
CROPANI – Si è costituito, nei giorni scorsi, un comitato civico orientato a chiedere “lo spostamento immediato dei 250 extracomunitari dal sito”, il centro di accoglienza Ale.mia (un residence a 4 stelle), dove alloggiano dal 20 ottobre scorso in virtù del provvedimento del ministero dell’Interno di qualche giorno prima. Ne fanno parte medici, avvocati, imprenditori, operatori economici, e semplici cittadini. In un paio di giorni sono state raccolte circa un migliaio di firme. Leggi l’intero intervento
Segnalazione – Il Quotidiano della Calabria – 28/10/2008 – Emilio Grimaldi

Foto: Vito Manzari
CROPANI – Presto un presidio fisso di polizia presso il villaggio turistico Ale.mia, diventato centro di accoglienza per 250 immigrati di nazionalità africana. Lo riferisce Domenico Lisotti, direttore del centro gestito dalla “Cooperativa 29 giugno”. “La questura – ha informato – ha fatto apposita richiesta alla prefettura di Catanzaro che ha promesso di attivarlo nel più breve tempo possibile. La presenza di un operatore della sicurezza – ha motivato – riuscirà a dare più tranquillità sia a noi che alla comunità di Cropani. E nello stesso tempo dissuaderà gli stessi ospiti da eventuali comportamenti e atteggiamenti lontani dalle regole del vivere civile”. Leggi l’intero intervento
Segnalazione – Il Quotidiano della Calabria – 24/10/2008 – Emilio Grimaldi

Foto: Alex(inyoureyes)
CROPANI – Un coro unanime contro la decisione del ministero dell’Interno che ha autoritativamente deciso, il 20 ottobre scorso, il trasferimento di 250 immigrati dal Cpt (centro di permanenza temporaneo) di Crotone in un villaggio turistico della cittadina ionica, Ale.mia. E’ quanto è emerso durante il consiglio comunale straordinario che si è svolto l’altra sera nell’auditorium della scuola media del paese. Un coro a più voci: sindaco, consiglieri, operatori economici, rappresentanti dei partiti politici, e semplici cittadini. Tutti d’accordo su un punto: “L’impatto socio-ambientale per la cittadina a vocazione turistica è devastante”. Il razzismo non c’entra. “La comunità è sempre stata ospitale, ma …(continua)
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Segnalazione – Il Quotidiano della Calabria – 21/10/2008 – Emilio Grimaldi

Foto: Emilio Grimaldi
CROPANI – Quasi 200 immigrati, in attesa di essere riconosciuti come “rifugiati” dallo Stato italiano, hanno trovato ospitalità in un residence a 4 stelle della località ionica, Ale.mia. Già segnalati e schedati dalla Prefettura si trovavano al Cpt di S. Anna.
E, considerato …(continua)
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Segnaliamo un articolo di Alessandro Litta Modignani, pubblicato su L’Opinione del 7 giugno 2008

Foto: serenaDesanctis
L’idea che Corrado Passera ha presentato nei giorni scorsi a Milano, di costituire un fondo per il credito agevolato alle imprese gestite da extracomunitari, è da condividere da tutti i punti di vista. L’iniziativa di Intesa San Paolo (PR.I.MI, Progetto Imprenditori Immigrati) permette innanzitutto a molti immigrati – i più intraprendenti e coraggiosi – di trasformarsi da “viaggiatori della speranza” a titolari di ditte, spesso individuali o con uno o due dipendenti, ma pur sempre in grado di crescere, offrire servizi, dare lavoro, creare ricchezza …(Continua)
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Foto: phauly
Ultimo compito in classe in una quarta ginnasiale, quasi ultima fatica dell’anno. La traccia richiedeva un’opinione sul monito dell’Europa all’Italia per l’ondata di razzismo e xenofobia che dilagano nel nostro paese. Sorpresa! Altro che villaggio globale, intercultura, accoglienza: nella terra dei migranti emarginati, i benestanti nipotini coltivano l’odio. Percepiscono l’indistinto universo degli “stranieri” (marocchini, rumeni, rom) come nemico da scacciare. Gli extracomunitari (ma non gliel’abbiamo detto che i rumeni sono comunitari? …(Continua)
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