Dopo la rovina del Ventennio fascista il Sessantennio partitocratico di metamorfosi del Male.
Una storia di distruzione dello Stato di diritto e della Democrazia e di (re)instaurazione di un regime (neo)totalitario.
Dal 20 aprile Marco Pannella è in sciopero della fame perchè l’Italia «torni a potere in qualche misura essere considerata una democrazia».
Gli obiettivi sono stati annunciati in una conversazione straordinaria su RadioRadicale:
L’istituzione di una commissione di inchiesta sullo stato della democrazia composta da accademici (almeno 13 sulla falsariga dei 13 che non giurarono fedeltà al fascismo)
La situazione della giustizia e delle carceri in italia, e la possibilità di un’amnistia
Mozione per le armi di “attrazione” di massa da usare in Libia, Siria
Iniziativa rivolta al PD per la questione, dal PD abbandonata, del sistema elettorale uninominale
I loghi di Freedom House e Reporters Sans frontieres
Il lento erodersi della libertà di stampa, un’erosione quotidiana, quasi impercettibile, ci sta portando verso un paese attrezzato sempre meno di democrazia. Questa volta l’allarme, serio, proviene da chi ci osserva dall’estero.
Freedom House, Reporter sans frontiéres, Nadia Urbinati, Massimo L.Salvadori, Vincenzo Memoli: Italia, paese non democratico…
“L’Unità” di ieri, domenica 26 luglio, informa che siamo messi male. Umberto De Giovannangeli informa che Freedom House ha ulteriormente declassato il nostro Paese: dieci sono i paesi che hanno perso colpi in fatto di libertà di stampa (leggi Rapporto 2009); siamo in compagnia di Moldavia e Capo Verde. Leggi l’intero intervento
Sabato 4 ottobre 2008 a Roma piove a dirotto ma è necessario comunque prendere il motorino per arrivare in tempo all’appuntamento con il BarCamp. Via XX Settembre è chiusa e anche le strade intorno e io devo arrivare nelle vicinanze, in via IV novembre al civico 157 dove si trova L’Upter, la sede dell’Università Popolare di Roma che ospita la manifestazione. Lascio il motorino e mi incammino a piedi passando davanti al Quirinale che è sorvegliato da uno schieramento composito di forze dell’ordine: dimenticavo la visita di Benedetto XVI al presidente Giorgio Napolitano …(Continua)
Per capire che la scuola pubblica è un fondamento – baluardo democratico – delle nostre istituzioni repubblicane che oggi merita la nostra difesa è necessario rileggere le pagine della nostra storia. Nel discorso pronunciato – nel febbraio del ’50 – al III Congresso dell’associazione a difesa della scuola nazionale, Piero Calamandrei chiede agli intervenuti: …(Continua)
“Ci sono due Italie: quella che lavora, progetta e vuole essere pagata meglio. Poi ci sono piccole frange che preferiscono protestare e mantenere lo status quo: lasciamoli stare”. Nel giorno del No Gelmini day, il ministro dell’Istruzione non lascia aperto neppure uno spiraglio alla possibilità di dialogare con chi si oppone ai suoi …(Continua)
Busto di Felice Cavallotti a Pisa - Foto:Holaday98
Un milanese garibaldino, giornalista e radicale dell’ottocento da ricordare: Felice Cavallotti (Milano, 1842 – Roma, 1898). Serve ancora il suo esempio: per la politica e i partiti urge una riforma radicale e democratica.
Felice Cavallotti fa parte di quei personaggi italiani di cui le istituzioni e le forze politiche hanno voluto rimuovere la memoria. A 110 anni dalla sua morte se ne è cancellato il ricordo …(Continua)
Per il tragitto di ritorno da Chianciano Terme a Milano, domenica 4 naggio, dopo essere stati all’assemblea dei mille dei radicali, ci ha chiesto un passaggio in macchina Lorenzo Lipparini, assistente al Parlamento Europeo dell’euro deputato radicale Marco Cappati.Povero lui abbiamo fatto un viaggio molto lungo a causa del traffico ma almeno abbiamo avuto modo di parlare …(Continua)
“Non potendo fare nulla per mutare il corso delle cose nel solo Paese che mi interessa, ho cessato di essere tormentato da quel ridicolo senso di responsabilità che una volta mi vietava di tacere innanzi a quello che mi sembrava ingiustizia o errore”.
Quanto attuali risuonano queste parole scritte da un grande democratico: Gaetano Salvemini. Parole scritte nel periodo “americano” di Salvemini che va dal 1934 al 1940. A pubblicare questi scritti inediti “Sulla Democrazia” di Salvemini – non per fare pubblicità – è la Bollati-Boringhieri, a cura di Sergio Bucchi …(Continua)