Dopo la rovina del Ventennio fascista il Sessantennio partitocratico di metamorfosi del Male.
Una storia di distruzione dello Stato di diritto e della Democrazia e di (re)instaurazione di un regime (neo)totalitario.
Liberi.tv: liberi al Pub 20 aprile 2012. Abolizione del contante. Modernità o Regresso? Lotta all’evasione fiscale e al riciclaggio. Impatto sul modello comportamentale italico. Compatibilita’ in termini tecnico-strumentali. Partecipano Marco Marchese, Paolo Musumeci, Gionata Pacor e Nicola Magaletti. Modera il dibattito Gianni Colacione.
Oggi ho avuto un male dentro, strano e forte, ma soprattutto avvilente. Sono un impiegato per un’azienda di medie dimensioni, non particolarmente a rischio crisi, per adesso; non sono né ricco né benestante, ma non mi manca niente. Oggi pomeriggio ho seguito un approfondimento su Rainews che ha dato voce a persone sopra i 40 anni che hanno perso il lavoro e non lo trovano più per via dell’età. E’ una vergogna! Stavo male per due ragioni: la prima per la mia posizione di piccolo privilegiato (per adesso), la seconda per l’impotenza di fare qualcosa.
Devo fare qualcosa! Non posso starmene più con le mani in mano.
Moneta di 5 e 10 lire italiane - foto: davide.tarasconi
Questa storia è da leggere fino in fondo, ma proprio fino all’ultimo sorprendente rigo! Mettiamo il caso che domattina il Governo scriva alla Banca D’Italia, in ragione di Legge però, perché due giorni prima questo stesso Governo aveva approvato un Decreto con tanto di necessità e urgenza, riconosciute pienamente dal Presidente della Repubblica. E il giorno prima (pensate, nella stessa giornata!) Camera e Senato l’avevano approvato, non senza mal di pancia per via della questione di fiducia posta dal Governo ma il Decreto è stato approvato lo stesso, a larga maggioranza.
Il Governo ha scritto alla Banca D’Italia per informarla che oggi ha emesso “x” decine di miliardi di BTUP (Buoni del Tesoro di Utilità Pubblica). Sì, decine di miliardi, ma di nuove Lire non di Euro, l’Euro è un’altra cosa, l’Euro è questa cosa che ci sta soffocando, che sta soffocando l’economia e quasi tutti i cittadini di questo Paese, ma siccome ci sono i trattati europei, il fiscal compact, ma soprattutto un gruppo di Banche internazionali che non permetterebbero mai che l’Italia possa uscire dall’area Euro, bisognava inventarsi qualcosa e alla svelta.
Che cosa spinge un normale cittadino a prendersi la briga di scrivere tre telegrammi per pretendere che lo svincolo dell’A3 di Falerna e l’innesto sulla SS18 siano tenuti in manutenzione in modo da essere sicuri per la circolazione stradale?
Semplice! Si è scocciato di rischiare un incidente tutti i giorni!
Lo Svincolo A3 Falerna il 4 marzo 2012 completamente privo di segnaletica orizzontale! - Clicca per ilgrandire.
Lo svincolo dell’A3 di Falerna, interessato dai lavori di ammodernamento ma pienamente funzionante e dal quale vi transitano migliaia di veicoli, giornalmente, è in condizioni vergognose: il manto stradale è deteriorato e la segnaletica orizzontale è completamente inesistente. Perché chi di dovere non controlla e altri non eseguono una pur minima manutenzione di questi importantissimi e trafficatissimi svincoli? E’ una buona ragione far rischiare un incidente a migliaia di automobilisti tutti i giorni la circostanza che lo svincolo è interessato dai lavori di ammodernamento dell’A3? Non è previsto che anche in queste circostanze almeno la segnaletica orizzontale dev’essere pienamente efficiente?
Marco Marchese, cittadino di Nocera Terinese, ha fatto partire tre telegrammi: uno all’ufficio speciale dell’ANAS per l’A/3 di Cosenza, gli altri due rispettivamente per il Sindaco e per il Comando della polizia Municipale del Comune di Falerna, con la richiesta di attivarsi immediatamente per risolvere questo problema che si manifesta ciclicamente da anni e guarda caso la manutenzione è sempre eseguita dopo segnalazioni e promesse di denunce all’autorità giudiziaria. Quanti giorni o settimane trascorreranno, questa volta, prima di vedere un risultato? Speriamo pochi; ma la promessa di adire l’autorità giudiziaria questa volta è davvero forte.
Ecco i testi dei telegrammi e una documentazione fotografica:
Beppe Pisanu, Presidente della Commissione Antimafia - Foto di: ScorciDemocratici Torino 2010
Al Presidente della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, Senatore Beppe Pisanu.
Cortese Presidente Pisanu,
è con soddisfazione che apprendo dell’approvazione quasi all’unanimità (unica astensione quella del Senatore Luigi Compagna) della proposta di Relazione “sulla prima fase dei lavori della Commissione con particolare riguardo al condizionamento delle mafie sull’economia, sulla società e sulle istituzioni del Mezzogiorno”, di cui Lei è stato relatore. Adesso avrà il compito di trasmetterla alle Camere e di renderla nota poiché il percorso di questo lavoro della Commissione antimafia, cominciato con la presentazione della sua proposta di relazione, risale al 17 maggio 2011, ben otto mesi fa e la lotta alle mafie necessità d’impulsi veloci.
Il testo finale sarà certamente presto disponibile ma chi ha seguito i lavori seduta dopo seduta attraverso le registrazioni puntuali di Radio Radicale, gli stenografici, gli emendamenti, conoscono il valore e l’importanza di questo documento che ha il pregio di offrire una visione complessiva del fenomeno mafioso italiano e quindi è consapevole della gravità che la Commissione denuncia a un Paese indaffarato a fronteggiare la crisi economica, le riforme, ma tralasciando, distratto, la lotta alle mafie come questione per soli addetti ai lavori.
Bicicletta rubata con destrezza. Foto di: .....antonio.....
Forse si è perso il senso delle cifre e il passaggio dalla Lira all’Euro ci ha intorpidito la percezione delle proporzioni perché il fenomeno della corruzione provoca un danno di oltre sessanta miliardi l’anno e sono in pochi a saltare sulle sedie, mentre lo sdegno monta in ogni angolo del Paese per i privilegi dei parlamentari i cui danni alla collettività, in proporzione ovviamente, per quanto odiosi sono pochi spiccioli.
Voglio chiederti un’opinione su una serie di proposte che qui di seguito molto sinteticamente riassumo solo per titoli, rimandandoti al mio intervento in forma integrale, se avrai la pazienza di continuare a leggere.
Ecco le proposte:
Rilancio e ampliamento dell’iniziativa dell’anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati.
Rilancio e ampliamento dell’iniziativa per la liberazione dei dati della pubblica amministrazione (Open Data).
Ulteriore abbassamento della soglia per l’uso del denaro contante, in previsione della completa abolizione della circolazione delle banconote.
Semplificazione e ampliamento delle norme per l’accesso ai dati della pubblica amministrazione.
Modifica delle norme sul trattamento dei dati personali (c.d. Legge sulla privacy) per chi ha rapporti con la pubblica amministrazione.
Trasparenza totale su tutti gli appalti e le forniture alla pubblica amministrazione con l’introduzione e la pubblicazione dei rispettivi fascicoli su internet.
Riforma delle norme sul sequestro dei beni, delle confische, del pignoramento e delle norme sul risarcimento del danno per i reati di corruzione.
Amnistia, quale atto propedeutico per la riforma della giustizia con la creazione di un canale giudicante separato per i reati di corruzione.
Per titoli è molto probabile che alcune delle proposte siano poco chiare, quindi ti invito a leggere il resto dell’intervento e a farmi sapere cosa ne pensi, scrivimi all’indirizzo marco.marchese@almcalabria.it
Segue il resto dell’intervento che è stato pubblicato anche da:
da pochi giorni il genere letterario che si alimenta dalle “Caste” ha dato alle stampe un lavoro di Paolo Pollichieni, ex direttore del quotidiano Calabria Ora, dal titolo Casta Calabra. Paolo Pollichieni adesso dirige il settimanale d’inchiesta Corriere della Calabria e il libro edito da Folco Editore è stato scritto con la collaborazione di Eugenio Furia, Giampaolo Latella, Pablo Petrasso e Antonio Ricchio. Leggi l’intero intervento
La vita del Parlamento come una cartina di tornasole dell’illegalità costituzionale repubblicana: dalla pubblicità dell’attività ai regolamenti “gruppocratici”, dall’immunità/impunità di Regime alla decretazione d’urgenza come stravolgimento dei poteri.
6.1 Nel 1976 la voce dei politici esce dal Palazzo con Radio Radicale
L’articolo 64 della Costituzione afferma che le sedute del Parlamento “sono pubbliche”, ma nella realtà dei fatti il precetto costituzionale rimane lettera morta per decenni. La pubblicità istituzionale è affidata alla sola stampa di poche centinaia di copie di resoconti stenografici o sommari delle sedute d’aula, da ritirare a pagamento presso la stamperia e quindi indirizzata essenzialmente ai notisti politici e ai singoli parlamentari. Leggi l’intero intervento
L’intervento di Marco Marchese al comitato nazionale di Radicali Italiani che ha trattato: la nascita dell’Associazione TVRadicale, lo stato del Movimento Radicali Italiani, la lotta alla presenza dell’amianto in Italia e nel mondo, l’inquinamento dell’economia da parte delle mafie e una nota sulla commissione parlamentare antimafia.
Incontro pubblico sull’amianto a Melicucco (Rc) – I relatori
Il Gruppo Futura-Gioventù in azione e l’Associazione Calabria Radicale, hanno organizzano Sabato 24 Settembre nell’Aula Consiliare del Palazzo Comunale di Melicucco (Rc) il convegno-dibattito molto seguito dalla stampa:
Lacrime d’Amianto:come la fibra killer lavora nel silenzio dell’informazione e fra i ritardi delle istituzioni
Hanno partecipato all’incontro: Graziella Macrì, Presidente di Futura-Gioventù in azione
Carmelo Impusino, Segretario di Futura-Gioventù in azione e iscritto a Calabria RadicaleMarco
Fabio Piccolo, Vice Presidente di Futura-Gioventù in azione
Giuseppe Rao, ambientalista
Marchese, Dirigente di Calabria Radicale e componente del Comitato Nazionale di Radicali Italiani
Molti gli iterventi del pubblico
L’Associazione Calabria Radicale sabato 24 settembre 2011 presso la sala consiliare del Municipio di Melicucco ha tenuto un incontro pubblico per parlare dei rischi connessi all’amianto. Marco Marchese, del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, ha presentato una relazione sull’amianto seguita da una panoramica sulla situazione nel Comune di Melicucco e le possibili soluzioni a questo problema. All’incontro è intervenuta Graziella Macrì, Presidente dell’Associazione Futura-Gioventù in azione; Carmelo Impusino Segretario dell’Associazione Futura-Gioventù in azione e membro di Calabria Radicale che ha presentato alcuni aspetti giuridici sul diritto alla salute in relazione alla salubrità dell’ambiente e l’ambientalista Giuseppe Rao che ha esposto una parte tecnica centrata sullo smaltimento dell’amianto.
Melicucco, come tutti i Comuni della Calabria, non sono indenni dalla presenza di questo minerale pericoloso perché cancerogeno e usato in passato soprattutto per le coperture degli edifici (con lastre o tegole in eternit), ma anche da una serie di manufatti come le vecchie tubature dell’acqua in cemento-amianto o i cassoni dell’acqua fabbricati con lo stesso materiale e le canne fumarie di alcuni edifici. Da molti mesi Calabria Radicale è impegnata con varie iniziative nell’opera d’informazione che su quest’argomento è carente, nonostante il tema dell’esposizione alle polveri d’amianto sia un problema di salute pubblica molto serio poiché dannoso per la salute.
La copertina del libro Giudici, di Camilleri, De Cataldo e Lucarelli.
Il risvolto di copertina:
Il giudice Efisio Surra è catapultato da Torino a Montelusa, e con il suo candore e la sua tenacia vince la prima battaglia dell’Italia unita contro la Fratellanza, non ancora «Maffia».
Un giudice ragazzina si trova di colpo ridotta in clandestinità, nel bel mezzo di una guerra senza esclusione di colpi, alla fine degli anni Settanta.
Un procuratore duella da una vita con il molto spregiudicato sindaco di Novere, e da una vita perde: fino a quando non capisce che il duello non era ad armi pari.
Tre grandi scrittori di oggi mettono al centro della loro osservazione la figura, carica di conflitti e tensioni, di chi ha scelto nella vita di amministrare la giustizia, per conto di tutti noi. E si collegano a una tradizione che va da Manzoni a Sciascia, da Dostoevskij a Kafka.