Diritti civili, coppie di fatto e laicità dello stato

Riccardo Cristiano - tesoriere di Calabria Radicale

Riccardo Cristiano - tesoriere di Calabria Radicale

Calabria Radicale

Assemblea straordinaria

19 e 20 giugno 2010

Hotel Eurolido – Falerna (Cz)

Diritti civili, coppie di fatto e laicità dello stato: fra sante inquisizioni e privilegi per pochi si consumano disuguaglianze fra i cittadini di questo paese.

A cura di Riccardo Cristiano

Che la legge non fosse uguale per tutti lo sapevamo da qualche tempo, quella scritta posta nei tribunali, denota semplicemente che “non tutti sono uguali” e che esistono cittadini ai quali molti diritti fondamentali sanciti nella nostra costituzione sono negati. Prendiamo ad esempio il diritto di contrarre matrimonio, Art.29 della carta costituzionale, che nel paragrafo 1 dice: “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”; e nel 2 prosegue: “Il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare”. Adesso, vi sembra che la parola “uguaglianza” vi dica qualcosa o è semplicemente messa lì a caso? Credo proprio di no, anzi, se è vero che non dovrebbero esistere cittadini di serie A e cittadini di serie B, anche una coppia formata da due uomini, due donne o semplicemente due persone anziane che decidono di condividere la propria vita potrebbe unirsi civilmente in una forma che sia regolata da una legge. Molti politici, specie se di destra, qui in Italia, non vedono di buon occhio il riconoscimento giuridico delle coppie di fatto, essendo a parer loro, una probabile minaccia per la famiglia tradizionale. Ma allora perché, essi stessi, possono beneficiare di privilegi tanto “onorevoli” come la reversibilità della pensione, l’assistenza sanitaria e addirittura l’adozione di minori? Sì, avete capito bene, gli Onorevoli, usufruiscono dello stesso diritto dei giornalisti, quello che in regime “coppia di fatto” il partner può usufruire della cassa mutua sanitaria in uso per la categoria professionale, ma in più possono trasmettere la pensione di reversibilità al partner sopravvissuto. Inoltre, esistono casi in cui le coppie non sposate di parlamentari, hanno anche il diritto all’adozione di minori. Ne usufruirono già Palmiro Togliatti e Nilde Jotti, che adottò una bambina, oggi  luminare della psichiatria. E’ agghiacciante scoprire che esistono delle caste che noi popolo, votante, abbiamo mandato al governo per rimuovere eventuali ostacoli sociali, che, limitano, di fatto, la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, vedi articolo 3 della Costituzione.  E’ quanto mai chiaro che è, oltre che di cultura, anche un problema di religione, vivendo noi tutti in un paese nel quale le tonache dettano legge ogni domenica quasi a reti unificate, ma cosa più grave senza contradditorio. Tonache che vorrebbero trasformare il peccato in reato spostando l’asse della laicità, molto deficitaria nei giorni nostri, sempre più verso uno stato teocratico. Quindi, seguendo i ragionamenti aberranti di alcuni alti prelati, dovrebbero essere aboliti il divorzio e l’aborto, su quest’ultimo, di recente, si scopre che è stato praticato ad alcune suore vittime negli anni ‘90 di abusi  sessuali da parte di preti missionari e taciuti per evitare di trascinare la Chiesa nello scandalo. E chi parla di sesso? Chi se non loro, che evidentemente se ne intendono, vietando l’uso del preservativo e dichiarando l’Aids, una punizione divina, ipotesi sostenuta pubblicamente dal cardinale Giuseppe Siri, Arcivescovo di Genova, nel marzo del ’87, considerandola come una delle Sette piaghe d’Egitto…, infatti, l’ anziano porporato ha rilasciato alcune dichiarazioni che polemizzano duramente con tutti quelli che hanno paura di dire che l’ Aids è una malattia inviata direttamente contro il peccato, facendo riferimento al sesto comandamento (non commettere atti impuri). Questi santi uomini, sono gli stessi personaggi che si sono fermamente opposti alla depenalizzazione universale dell’omosessualità, presentata dalla presidenza di turno francese dell’Unione europea e accolta da tutti i 27 Stati membri. Da ciò si evince solo una cosa: i privilegi, come anche i diritti, sono per pochi, quei pochi che hanno saputo giocare le carte della diplomazia, utilizzando lo strumento dell’ignoranza e della paura per raggiungere il proprio potere. In quella posizione, arroccati come sovrani, dettano legge e lanciano anatemi, confondendo la propria soggettiva morale, con la presunzione della verità suprema. Il quadro che emerge è preoccupante, perché da una parte abbiamo una classe politica assoggettata ai voleri delle gerarchie vaticane che col gioco dell’asticella sempre più in alto e il ricatto del voto “cattolico” sacrifica pezzi di laicità e cosa ancor più grave sacrifica riforme che allargherebbero i diritti delle persone senza togliere nulla ad altre; riforme moderne e liberali che vediamo realizzate in moltissimi altri paesi europei e del mondo.

Le notizie di cronaca ci offrono quasi tutti i giorni notizie e casi di omofobia che si esprimono con violenze psicologiche e fisiche che si spingono fino all’omicidio. Desidero essere chiaro: fin tanto non fiorisce una legislazione contro l’omofobia e le discriminazioni sessuali, quella minoranza ignorante e criminale si sentirà sempre come giustificata a uniformare ai loro desiderata le persone lesbiche, gay, transessuali e bisessuali, con la violenza, anzi, con la chiara volontà della soppressione fisica. Quando parlo di una legislazione contro l’omofobia, non mi riferisco a leggi che istituiscano nuovi reati oppure un aggravamento delle pene che già adesso sono sufficientemente severe e che non sortiscono alcun effetto deterrente; mi riferisco a leggi dello Stato che riconosca la comunità LGBT quale elemento integrante della società con pari dignità in ogni circostanza della vita civile.

La prima regione in Italia a dotarsi di una legge contro le discriminazioni sessuali è stata nel 2004 la Toscana, che sanziona chi discrimina una persona sulla base del proprio orientamento sessuale con multe che vanno dai 516 ai 3.098 euro. Tale passo avanti per la democrazia nel nostro paese, lo dobbiamo all’assessore alle riforme istituzionali Agostino Fragai. La Regione Toscana ha voluto tutelare il rispetto di diritti già previsti dalla Costituzione, garantendo parità di accesso a servizi, come la formazione e le politiche del lavoro, la sanità e l’assistenza, le attività culturali, turistiche e commerciali, che rientrano nella piena potestà legislativa regionale. La legge toscana non punisce, infatti, solo chi discrimina gay, lesbiche e transessuali se non accolti in un locale, in un ristorante o in un albergo, prevede anche che conviventi e compagni, a prescindere dal sesso, possano decidere in caso di necessità le cure mediche per il proprio partner, diritto che finora era consentito solo ai genitori e ai parenti più stretti. Prevede servizi d’informazione e percorsi di consulenza psicologica o sanitaria gratuita per rendere più libera e consapevole la scelta di ognuno circa la propria identità di genere o il proprio orientamento sessuale. La città di Pisa invece, con deliberazione del Consiglio Comunale del 7 Luglio 1997, n. 58, ha fissato i criteri per l’ istituzione di un elenco delle unioni civili sul presupposto che al Comune non è consentita la creazione di nuovi STATUS personali e sulla base della  considerazione che le “unioni civili” o unioni di fatto, in quanto espressioni di convivenza liberamente scelte e quali manifestazioni sociali rilevanti, non si pongono in contrasto con le norme costituzionali  che  disciplinano la  famiglia rientrando le unioni civili stesse  nel riconoscimento offerto alle formazioni sociali ed alle conseguenti manifestazioni solidaristiche. Ma anche il vicino a casa nostra esistono comuni virtuosi, come Polistena. Qui nel marzo del 2009 è stato istituito, a maggioranza, il regolamento che disciplina le discriminazioni sessuali. Il Merito dell’approvazione è del Prof. Massimo Frana, Consigliere comunale e autore di saggi e recensioni a carattere filosofico e pedagogico, tra cui “ Filosofia di genere”un libro che aiuta a riflettere sulla questione omosessuale, identificando i possibili e spesso concreti comportamenti omofobi. Lo stesso Massimo Frana è stato vittima nel 2001 di un’aggressione fisica oltre che verbale. Dopo 7 anni, la legge ha fatto il suo corso, condannando i responsabili a due anni di reclusione dal Tribunale di Reggio Calabria oltre al pagamento di 25 mila euro per risarcimento del danno e relative spese legali. La strada verso la laicità piena è lunga, ma non bisogna certo darsi per vinti, qualche raggio di sole in questo cielo grigio spunta sempre e se è vero che le rose crescono nei posti più impensabili, quella Radicale, rossa come la passione che ci unisce, può portare il cambiamento necessario. E mentre il figlio di Umberto Bossi in un’intervista al settimanale Vanity Fair definisce i gay “culattoni”, Rocco Buttiglione pare non aver proprio digerito di essere stato cassato al Parlamento Europeo per le sue dichiarazioni omofobe e affonda il colpo ancora una volta. Durante un servizio del telegiornale di RaiDue, andato in onda nel 2007, sulla giornata mondiale per la pedofilia promossa da un sedicente gruppo europeo per il BoyLoveDay, l’ex ministro ha pensato bene di affermare la sua convinzione con una frase molto offensiva per l’intera comunità LGBT e per tutte le persone di buon senso: “Bisogna isolare i pedofili e applicare con rigore le leggi – ha dichiarato – chiediamo al movimento omosessuale di condannare senza se e senza ma la pedofilia in ogni sua forma, lo chiediamo anche al Parlamento Europeo, sappiamo che è una battaglia non facile”. E’ innegabile la volontà esplicita di dare ad intendere che il movimento omosessuale e la pedofilia siano argomenti accostabili e come se il problema riguardasse esclusivamente il mondo omosessuale e non purtroppo quello eterosessuale e ancora di più l’ambito familiare tradizionale e caro a Buttiglione tanto da essere evocato in ogni momento. Infatti, da un’indagine pubblicata dall’Istat nel 2005 su Molestie e violenze sessuali, risulta che in Italia oltre la metà delle donne in età compresa fra i 14 e i 59 anni ha subito almeno una molestia sessuale o un tentativo di stupro in luoghi “familiari”. Questo è un altro dato sconcertante che rileva quanto il fenomeno della violenza e più segnatamente quella a sfondo sessuale e a danno delle donne, sia complesso e al contempo trascurato e magari nascosto manipolando dati e informazione. Il mio scopo non è certo quello di smacchiare da una parte per insozzare dall’altra, ma semplicemente fare notare quanto sia trascurato il fenomeno della violenza in ambito familiare.

Il 17 maggio, giornata mondiale contro l’omofobia, il nostro Presidente della Repubblica ha dichiarato che; “la lotta all’omofobia non riguarda una parte politica ma tutti i partiti, che il parlamento si deve impegnare trasversalmente cercando soluzioni condivise, per contrastare l’omofobia e per favorire una legislazione, come quella sulle unioni civili che possa dare riconoscimento alle coppie omosessuali”. Ha concluso il suo intervento, augurandosi che l’anno prossimo, sempre in occasione di tale ricorrenza, ci siano stati dei passi avanti, un bell’augurio insomma, per una persona tanto autorevole e di esperienza come il Presidente Napolitano. Sono messaggi precisi, alla politica, al parlamento e al paese. Quindi, se da una parte abbiamo un esempio unico di dialogo, dall’altra, ahimè esiste solo il pregiudizio. All’indomani delle dichiarazioni pacifiche del Capo dello stato, Monsignor Giuseppe Agostino, ex Arcivescovo di Cosenza, ora “Emerito”, intervistato da Bruno Volpe, direttore del blog Pontifex ed ex vicedirettore di un altro sito cattolico, Petrus, dichiara:“La trovo oscena ed anche poco sensata –l’Arcivescovo emerito si riferisce alla giornata mondiale contro l’omofobia e continua - non é serio celebrare e ricordare una cosa che é palesemente contro natura e la legge di Dio. Ma ormai é invalsa una contro cultura, una logica che premia le cose strane che offendono Dio e dunque siamo nella fisiologia di una società malata, che ogni giorno di più si allontana dal Signore. Bisogna ricordare con forza che le unioni gay sono contro natura, violano la legge naturale e mai possono trovare accoglimento in legislazioni, in quanto la sola ed unica famiglia riconosciuta é quella basata sul matrimonio tra un uomo e una donna sotto il vincolo sacramentale. Anche chi si sposa in municipio a livello eterosessuale va contro la dottrina della Chiesa“. In sostanza come spazzare via in un sol colpo i buoni propositi di coloro che ogni giorno lottano contro l’omofobia! Poi continua: “Queste cose la Chiesa non le afferma per capriccio o arbitrio, ma mette in pratica la Parola di Dio, il Vangelo, sta scritto nella nostra bussola e il matrimonio e l’atto sessuale sono finalizzati alla sola procreazione e mai al piacere edonistico o fine a se stesso e dunque la sessualità deve essere vissuta come atto di amore e donazione, mirato alla procreazione e basta, il resto é peccato agli occhi di Dio“. Tenete presente che la fonte, il blog “Pontifex” al quale Mons. Agostino ha rilasciato l’intervista, è completamente orientata e senza contraddittorio, per cui, come dicevo pocanzi, si confonde peccato con reato, i diritti vanno a farsi stra-benedire! Possiamo per una volta agire con coscienza e laicità, prendendo il meglio dalle legislazioni di altri paesi, o semplicemente applicando ciò che il comune buon senso ci impone? Una società che discrimina anche un solo individuo o peggio che ghettizza delle minoranze rendendole diverse agli occhi dei più, non fa altro che accrescere odio e divisioni. Inoltre sarebbe necessario dire a Mons. Agostino che, anche se animato da profonde convinzioni il suo ragionamento conduce all’omofobia e quindi a una discriminazione e quindi a una forma di razzismo. Questo ci dispiace davvero doverlo rilevare su persone che del cosiddetto “BENE” ne hanno fatto una ragione di vita. Unendoci e portando avanti idee comuni, perseguendo battaglie dal sapore Radicale, a volte scomode e difficili, possiamo comprendere quanto la diversità dell’altro sia una ricchezza davvero unica, ma per comprenderlo è necessario fare un passo indietro: gli anni ’80; furono un vero e proprio decennio di agitazione all’interno delle Chiese Americane sulle problematiche omosessuali poiché il Vaticano attuò un vero e proprio giro di vite al dissenso che stava crescendo rispetto a tante questioni, inclusa l’omosessualità. Il Reverendo John J. McNeill, un gesuita che in un suo libro pubblicato nel 1979 intitolato “La Chiesa e l’omosessualità” sosteneva che le relazioni omosessuali stabili potevano essere moralmente considerate una cosa buona, fu inizialmente costretto a non parlare in pubblico della questione e successivamente espulso dal suo ordine. Inoltre a Padre Charles Curran fu tolta la sua licenza di insegnante di teologia alla Catholic University di Washington e l’Arcivescovo Raymond Hunthausen perse tutti i suoi privilegi, solo perché essi avevano difeso l’omosessualità contro il punto di vista della Chiesa Cattolica Romana. A St. Cloud, in Minnesota, il Reverendo Bill Dorn fu costretto a dare le dimissioni dalla sua carica di direttore del Newman Center alla St. Cloud University dopo aver scritto in un giornale locale che la Chiesa “ha la responsabilità di sviluppare una teologia della sessualità, che guardi a essa come a una benedizione e non come a un peccato e, che facesse sì che l’omosessualità fosse considerata come un dono divino”. Ma nell’ottobre del 1986, in un documento pubblicato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, intitolato “Lettera ai Vescovi della Chiesa Cattolica sulla cura delle persone omosessuali” il Vaticano irrigidì la sua posizione sull’omosessualità, dichiarando che questa era “un disordine morale per la persona”. Inoltre il documento affermava: “Per quanto riguarda la cura pastorale delle persone che sono in questa condizione [che sono omosessuali] e ne hanno paura, ditegli [rivolto ai Vescovi] che lasciando quest’orientamento sessuale essi saranno moralmente accettati dalla Chiesa”. “Ma se non lo facessero essi saranno considerati peccatori”.

È solo nelle relazioni coniugali [marito-moglie] che l’uso della facoltà sessuale è una cosa moralmente buona. Una persona che compie atti omosessuali è considerata un peccatore per la Chiesa Cattolica. Ma un passaggio che colpì veramente i gay e le lesbiche cattoliche affermava: “tutti i sostenitori del movimento omosessuale devono essere espulsi da ogni organizzazione che mina l’insegnamento della Chiesa sull’omosessualità. Ma sono di qualche giorno fa le parole di Tarcisio Bertone, cardinale e arcivescovo cattolico italiano, Segretario di Stato Vaticano: “Molti sociologi, molti psichiatri hanno dimostrato che non c’è relazione tra celibato e pedofilia – ha dichiarato il segretario di Stato – e invece molti altri hanno dimostrato, me l’hanno detto recentemente, che c’è una relazione tra omosessualità e pedofilia”. “Si tratta di una patologia che interessa tutte le categorie sociali, e preti in minor grado in termini percentuali”. Ma come possiamo, dico io, permettere a gente del genere di offendere pubblicamente qualcuno! Se facessi lo stesso, se dicessi, per esempio che tutti i preti sono pedofili, come minimo mi beccherei una querela! Eppure queste persone si sentono sopra la legge, arrogandosi il diritto di calunniare in maniera tanto spregiudicata. Bertone ha fornito prova d’ignoranza, spacciando sue personali convinzioni come verità scientifiche, guardandosi bene di citare le inesistenti fonti alla base delle sue dichiarazioni, come ha voluto affermare una verità scientifica non solo inesistente ma sconfessata dalla massima autorità: l’organizzazione mondiale della sanità che da molti anni ha rubricato l’omosessualità a variante naturale della sessualità umana senza alcun accenno, neanche lontanissimo, alla ben altra questione della pedofilia.

Di recente ho letto un interessantissimo libro “I triangoli rosa di Benedetto XVI” Edizioni Kaos, che si apre col discorso sui “pericoli razziali e biologici dell’omosessualità”, pronunciato dal reichsführer delle Ss Heinrich Himmler nel febbraio del 1937. E si chiude con il suicidio di Alfredo Ormando, la persona gay che nel gennaio del 1998 si diede fuoco su piazza San Pietro per protestare contro la condanna antiomosessuale espressa e ribadita dalla Congregazione per la dottrina della fede. Il corpo del libro documenta l’omofobia medievale di Joseph Ratzinger, manifestata pubblicamente e ufficialmente, attraverso documenti, sermoni, inquisizioni, punizioni, sia durante il ventennio da cardinale-prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, sia poi da pontefice. Una fobia, antigay, quella ratzingeriana, nutrita di argomenti del tutto analoghi alle tesi che durante il Reich nazista motivarono i “triangoli rosa” nei campi di sterminio. Una demonizzazione, quella predicata da Benedetto XVI, che condanna le persone omosessuali alla castità, alla clandestinità, all’auto-rinnegamento e all’espiazione.  Tutti conoscono Martin Luther King che è stato un politico, attivista e pastore protestante statunitense, leader dei diritti civili. È stato anche il più giovane Premio Nobel per la pace della storia, riconoscimento conferitogli nel 1964 all’età di soli trentacinque anni. L’impegno civile di Martin Luther King è condensato nella Lettera dalla prigione di Birmingham, scritta nel 1963. La lettera è una risposta alla dichiarazione scritta da otto ecclesiastici il 12 aprile intitolata “Invito all’unità”. I sacerdoti erano consapevoli che le ingiustizie sociali esistevano, ma si auguravano che la battaglia contro la segregazione razziale si combattesse solo nei tribunali, non nelle strade. King rispose che senza l’azione diretta e non violenta come la sua, non si sarebbero potuti ottenere dei veri diritti civili. Nella lettera scrive che «Questo “aspettate” significa quasi sempre “mai”». Inoltre King scrive che non solo la disobbedienza civile è giustificata dalla presenza di leggi ingiuste, ma «abbiamo anche la responsabilità morale di disobbedire alle leggi ingiuste: io concordo con sant’Agostino nel ritenere che “una legge ingiusta non è legge”». In Italia siamo di fronte a un vero dilagare di affermazioni discriminatorie, che purtroppo giungono sempre più spesso dagli ambienti ecclesiastici e poi sono amplificati dalla politica che per mere ragioni elettoralistiche decide di non decidere sul riconoscimento dei diritti della comunità LGBT in particolare. E quindi, per terminare questa relazione che è stata da me preparata per l’associazione Calabria Radicale, ma allo stesso tempo come coordinatore per la Calabria dell’associazione Radicale Certi Diritti, propongo ai Sindaci calabresi e alle giunte di mutuare il regolamento sulle discriminazioni sessuali istituito nel comune di Polistena. Un regolamento contro le discriminazioni, così che si possa avere un importante impegno nell’affermazione di una società plurale dove la diversità diventa valore aggiunto e non stigma sociale; integrando questo regolamento con l’istituzione del registro delle convivenze. Allo stesso tempo, mi rivolgo al Governatore della Regione Calabria, Scopelliti, al quale rivolgo un appello, chiedendo con forza di accogliere benevolmente la nostra “rivolta” Radicale fatta di colpi democratici e moderni, liberali e per i diritti di ognuno, che al pari della regione Toscana, possa approvare una legge contro le discriminazioni di carattere sessuale. I diritti come i doveri sono di tutti, e il cittadino altro non chiede che essere uguale dinanzi alla legge, e anche davanti a Dio, perché non riesco proprio a credere in un Dio così discriminatorio e crudele, talmente giusto solo di facciata, come certi ambienti continuano a descriverlo.

Fonti e note bibliografiche:

http://it.wikipedia.org

http://www.cittadinolex.kataweb.it/

I triangoli rosa di Benedetto XVI – Kaos Edizioni

Tesi di Laurea “Storia del movimento omosessuale negli Stati Uniti dal 1969 ad oggi” di Andrea Puggelli

Note biografiche della Jotti, nell’archivio della Camera dei deputati

http://www.repubblica.it/esteri/2010/04/13/news/bertone_pedofili-3317578/

http://www.academiavita.org/template.jsp?sez=DocumentiMagistero&pag=congregazioni/omosess/omosess

http://www.repubblica.it/online/cronaca/preti/preti/preti.html (“Suore violentate dai sacerdoti”) di MARCO POLITI

http://www.pontifex.roma.it/index.php/interviste/religiosi/4325-osceno-dedicare-una-giornata-alla-omofobia-ricevere-delegazioni-gay-nelle-case-comunali-e-un-contro-senso-il-municipio-e-la-casa-di-tutti-li-accolgano-nelle-residenze-private-la-unioni-gay-contro-natura-don-bancomat-scandalizza-quanto-un-pedofila

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1987/03/24/anatema-di-siri-aids-punisce-voi.html di ARNALDO D’ AMICO

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