Il 30 luglio 2009 è stata aperta una pagina personale su Facebook dal nome “La Salerno Reggio Calabria”. Abbiamo scelto di non aprire un gruppo per evitare di mescolarlo nel marasma dei gruppi che si sono formati su questo social network e per avere un più diretto contatto con “gli amici”. Anche la pagina cui diventare “fan” ci è sembrata inadeguata perché desideravamo chiedere le amicizie attraverso un contatto personale e diretto. Nel corso della prima settimana su 1.200 richieste ben 700 hanno accettato la nostra richiesta d’amicizia; l’amministrazione di Facebook ci ha inibito la possibilità di richiedere nuove amicizie per una decina giorni, a loro dire per eccesso di uso di applicazioni sul loro servizio e solo da qualche giorno possiamo nuovamente metterci in contatto con altre persone.
Intanto gli “amici” sono diventati 1.059 (alla data del 20 agosto 2009), pur operando con estrema moderazione; molti hanno lasciato un messaggio sulla nostra bacheca, oppure hanno commentato una notizia, una foto, un aggiornamento. E’ rilevantissimo il numero di adesioni, in particolare se si considerano i modi di contatto, avvenuti attraverso un messaggio inequivocabile: “Ciao, ho bisogno della tua amicizia su Facebook perché desidero che tu sappia in che condizioni mi trovo, (L’autostrada A3, Salerno – Reggio Calabria è uno scaldalo colossale!).” “Da amica prometto che ti chiederò poche cose e solo conoscermi mi aiuterà molto.” “Grazie.” L’argomento, temevamo, potesse interessare poche persone a causa di quella sorta di rassegnazione che porta talvolta ad accettare fatti e circostanze come l’ineluttabilità degli eventi, invece di farci indignare e protestare. E invece ci siamo trovati davanti ad un tasso di adesione altissimo e questo è molto interessante e ci sentiamo incoraggiati ad andare avanti e promuovere iniziative per coinvolgere sempre più persone e agire per fare in modo che gli eventi cambino in meglio.
L’obiettivo che ci siamo posti nel diffondere il dossier che stiamo confezionando sull’autostrada A3 e quello di coinvolgere alcune migliaia di persone in un tempo ragionevolmente breve per sensibilizzare l’opinione pubblica alle problematiche legate a questa struttura strategicamente importantissima per tutto il meridione d’Italia. Pensiamo che solo con la forza di un buon numero di persone si potrà meglio incidere affinché si assuma le proprie responsabilità chi a qualsiasi titolo è causa, parte, artefice o soltanto permette la continua evoluzione di questo scandalo nazionale!
Come abbiamo più volte affermato non spetta a noi additare, ricercare, accusare oppure assolvere nulla e nessuno, perché non è il ruolo che compete a noi cittadini in questa circostanza. D’altra parte, e questo si che rientra nel ruolo di cittadini, chiediamo che siano risolti i problemi evidenziati nell’articolato dossier pubblicato su questa pagina.
