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Salviamo l’Africa. Undici milioni di persone stanno morendo di fame e di sete. Serve un miliardo e mezzo.

Il logo del quotidiano CalabriaOra

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“La Calabria è la Regione più povera d’Europa. Ma è molto più ricca del Corno D’Africa. Qualcuno deve cominciare a intervenire: cominciamo noi!”

Quello che segue è l’appello di Piero Sansonetti e del Quotidiano CalabriaOra per scongiurare lo sterminio per fame e sete di 11 milioni di persone in Africa. Basterebbero 3 euro per ogni europeo per scongiurare questa catastrofe. Io metto i soldi per dieci persone, cioè 30 euro, ecco il mio bonifico. Per favore fallo anche tu, l’importo che puoi, ma per favore fallo SUBITO!

Come sottoscrivere:

Sottoscrivete per l’Africa. Potete farlo con un bonifico bancario, con un bollettino postale oppure con la carta di credito. Dopo che lo avete fatto mandateci un fax, oppure una mail, per aderire all’iniziativa di Calabria Ora, con la ricevuta del bonifico, in modo che noi possiamo pubblicare i nomi e le cifre e rendere conto ai lettori dell’andamento dell’iniziativa. Il fax va mandato a questo numero: 0984 839259. La mail a questo indirizzo: a.fav@calabriaora.it Il bonifico va fatto tramite Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma, Iban IT29 U 05018 03200 000000011113 (specificate nella causale “Carestia Corno d’Africa 2001). Oppure si può versare con un bollettino postale sul conto corrente postale numero 347013 intestato a Caritas Italiana (sempre specificando nella causale “Carestia Corno d’Africa 2011). O ancora si può versare con carta di credito Carta-sì o Diners telefonando a Caritas Italiana 06 66177001.

L’appello pubblicato su CalabriaOra del 22/07/2011 a pagina 3:

Nel Corno d’Africa si sta consumando una tragedia gigantesca. Ci sono circa 11 milioni di persone che rischiano, nelle prossime ore e nei prossimi giorni, di morire letteralmente per fame e per sete. I paesi più colpiti sono la Somalia, l’Etiopia, l’Eritrea, Gibuti e il Kenia. La Somalia soprattutto, stretta tra la carestia e la guerra. La causa della carestia è la siccità che da due anni colpisce quella zona del mondo. Ha prodotto un drammaticissimo aumento dei prezzi dei generi alimentari. Dalla Somalia e da altri paesi è iniziata una biblica migrazione: centinaia di migliaia di persone si sono messe in cammino alla ricerca di cibo. Moltissimi profughi sono stati accolti nei campi del Kenia, ma anche il Kenia è colpito dalla carestia. Tra gli 11milioni di candidati alla morte, mezzo milione sono bambini. Che possibilità ci sono di impedire questa tragedia? L’Onu dice che serve un miliardo o forse un miliardo e mezzo di euro. Naturalmente questi soldi servono molto in fretta, perché ogni giorno muoiono migliaia di persone. E’ una strage inaudita, velocissima: cento, mille volte più massiccia di quelle che possono essere pensate da qualunque organizzazione terroristica. L’Onu però parla al vuoto. L’Italia ha stanziato 800mila euro, la Germania, più generosa, ha stanziato 8 milioni e mezzo, la Spagna 10 milioni, la Francia -la Grande Francia – zero. L’unico paese che si è mostrato discretamente generoso è stato la Gran Bretagna, che ha stanziato 145 milioni. Per il resto niente. I giornali italiani non sembrano affatto interessati a questa tragedia, tranne un paio. La “Stampa”, che se ne è occupata in modo vistoso qualche settimana fa, e “l’Avvenire”, che ieri ha dedicato la prima pagina e due pagine interne a questo tema. L’Avvenire ha pubblicato un appello del Papa e fatto notare che basterebbe che ogni cittadino europeo versasse tre euro e l’emergenza sarebbe superata. Cioè si salverebbe la vita di 11 milioni di persone. Tre euro: capite? Tutto qui. E’ chiaro che il problema è politico e riguarda gli Stati. Però la solidarietà è una cosa più grande degli stati e coinvolge i singoli individui. L’anima di ciascuno di noi. Noi viviamo qui in Calabria, che è la più povera di tutte le regioni dell’Europa. Però, per quanto poveri, siamo infinitamente più ricchi di quegli 11 milioni di africani. Allora ci è venuta in mente l’idea che potremmo cominciare proprio noi a prendere una iniziativa. In attesa che si muovano i più ricchi -la Lombardia, la Baviera…- muoviamoci noi calabresi. “Calabria Ora” rivolge un appello a tutti i cittadini, ma anche alla Regione, al Presidente Scopelliti, alla classe politica calabrese, agli imprenditori: muoviamoci intanto noi, cerchiamo di raccogliere in fretta un po’ di soldi da mandare in Africa. Da oggi iniziamo una sottoscrizione. I soldi vanno inviati direttamente alla Caritas, che è l’unica organizzazione che si è mobilitata, finora, a favore degli africani. Noi pubblicheremo i nomi dei donatori che aderiranno alla nostra campagna. Mandateci i vostri nomi e i vostri pensieri. Siamo un giornale piccolo, che non ha grande influenza, non ha mezzi, però in queste cose è meglio partire da se stessi, non farsi scudo della propria marginalità, del poco potere: scendere in campo. Il diritto alla vita di tutte le donne e gli uomini è un diritto assoluto. E’ la base della convivenza umana, della civiltà. Negare questo diritto è delittuoso. Noi siamo abituati a metterci dalla parte dei più poveri, perché viviamo in una regione povera. Non tiriamoci indietro di fronte al grido dell’Africa che muore.

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