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Calabria Radicale sta con Pannella: dal quotidiano Calabriaora di oggi 9 febbraio 2011 – pagina 12 – a firma di Bruno Gemelli

Marco Marchese - Comitato nazionale di Radicali Italiani e dirigente di Calabria Radicale.

Marco Marchese - Comitato nazionale di Radicali Italiani e dirigente di Calabria Radicale.

CATANZARO. Pochi ma buoni, verrebbe da dire. Così pochi, ma anche così geograficamente lontani tra loro, che le riunioni si possono anche tenere via Internet. Sono i radicali calabresi, una pattuglia di coraggiosi che non si scoraggia di fronte ai numeri segaligni. Anche perché gli aderenti sanno che lo spirito radicale è trasversalmente presente nelle coscienze di molti italiani che non hanno bisogno della tessera per sposare la causa o una delle tante cause portate avanti in questi decenni, con alterne fortune, dai radicali. Battaglie epiche ispirate dal gandhiano Marco Pannella. Gli iscritti in Calabria, al momento (dato ricavato dal sito di Calabria Radicale), sono appena sedici. Così distribuiti nelle varie province: otto di Cosenza, tre di Catanzaro, due di Roma, uno di Vibo Valentia, uno di Reggio Calabria e uno di Pistoia. Ma siamo appena all’inizio dell’anno, e le regole e il rispetto delle regole sono, per i radicali, un dogma. Un rispetto assoluto per le norme che si danno. Nel 2010 gli iscritti sono stati 43, mentre nel 2009, anno in cui il movimento s’è riorganizzato in Calabria, sono state fatte solo 8 tessere. Il 15 febbraio p.v. si terrà l’assemblea straordinaria di Calabria Radicale con due punti all’ordine del giorno: 1) Proposta di modifica statutaria – dibattito e votazione; 2) Dibattito sul tema: l’esilio di Saddam era ormai certo ma Bush e Blair scelsero la guerra. La cosa singolare è che l’assemblea sarà virtuale, nel senso che si terrà su Skype. Ma questa non è una condizione invalidante, perché per i militanti calabresi fa premio la qualità degli argomenti indipendentemente dal numero dei partecipanti. Quest’assemblea è propedeutica per il 39esimo Congresso del Prntt (Partito radicale nonviolento transnazionale e transpartito) che si terrà dal 17 al 20 febbraio a Chianciano.

Il partito radicale e il governo Berlusconi.

Oggi il Partito radicale è sulle prime pagine di tutti giornali per via del corteggiamento asfissiante che Berlusconi sta facendo ai sei deputati radicali che, se dovessero appoggiarlo, risolverebbe, al premier, il problema di quota 320. C’è un interlocuzione in corso tra Pannella e Berlusconi, ma anche tra Pannella ed Emma Bonino che si dice dubbiosa; cioè contraria. La Bonino è l’unica radicale che non si sia fatta divorare da Saturno. Ma come la pensano, in questa discussione interna, i radicali calabresi? Abbiamo girato la domanda a Marco Marchese. «Anche se all’interno del partito – dice Marchese – c’è una dialettica, quello che s’è scatenato su Facebook con commenti positivi e negativi, io personalmente, la posizione nostra, è uno atto di fiducia nei confronti di Pannella perché non ci risulta chi si sia dato di volta il cervello, di conseguenza una carriera pluridecennale non è che si possa buttare alle ortiche alla prima occasione, per un posticino di poco conto». In realtà, dicono i rumors romani, sembra che Pannella punterebbe a diventare Guardasigilli. Ma Marchese incalza: «C’è molta fantasia, di sicuro c’è un fatto: se venisse proposta una riforma della giustizia che incontra le posizioni che noi portiamo avanti da trent’anni sicuramente i nostri parlamentari la voterebbero, voteranno con la maggioranza». Coerenza delle idee. Ma. C’è una ma. Il “clericalismo” che c’è nel Popolo della libertà accetterebbe i radicali nella maggioranza? Perché una cosa è Scilipoti altra cosa è Pannella. Marchese condivide l’osservazione ed aggiunge: «Stava già sull’Osservatore Romano di questa mattina (ieri, ndr)». Tra Berlusconi e Pannella c’è il muro del Vaticano che dice «incompatibilità». Ma fuori di questa querelle i radicali calabresi hanno le mani libere e muovono critiche a tutto campo e in tutti i campi. Hanno elaborato analisi e prodotto dossier su una serie di problemi regionali. Dall’edilizia di Cosenza e Rende alla condizione disastrosa della Salerno-Reggio Calabria, dai fatti di Rosarno al referendum per cancellare l’abolizione dell’incompatibilità votata dal consiglio regionale. E fra poco lanceranno una proposta di legge sull’anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati della Regione Calabria e sulle disposizioni sulla trasparenza e l’accessibilità alle informazioni.

Bruno Gemelli

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