
- Laura e il suo cane guida Artù
Da Orbamoderna, il giornale elettronico della nostra dirigente Laura Raffaeli, Presidente della Blindsight project Onlus, sappiamo della disavventura di Santina Belli e di Wendy, il suo cane guida, caduti nelle acque del porto di Rimini. Le difficoltà di Santina sono anche quelle di Laura e di tutti i ciechi in Italia e nel mondo. Tocca a noi stare accorti e accorgersi, teniamolo a mente.
“Vado in bici, quindi sono ecologico”: affatto! E si è anche molto incivili se si va in bici su un marciapiede pedalando, perché su un’area pedonale la bici andrebbe portata a mano: ovvio che nessuno lo fa qui in Italia. Finché si vede però è una cosa, quando si cammina con un cane guida al posto degli occhi è veramente pericoloso avventurarsi tra motorini e biciclette che sfrecciano o si ammucchiano tra loro in un’orgiastico trivial-parcheggio sul marciapiede, stessa cosa per le auto sempre qui parcheggiate.
Inutile dire poi cosa si prova dentro quando le strisce sono occupate “un attimo” da chi non trova o non ha voglia di cercare parcheggio e il nostro cane cerca un varco libero per attraversare: la più forte sensazione di impotenza, di ingiustizia, di disperazione, considerando che le strisce (ove presenti) sono l’unica possibilità su cui il cane guida è addestrato ad attraversare una strada! Leggi l’intero intervento

La copetina del libro Avvelenati
Avvelenati, è un po’ un crono documentario sulla vicenda delle navi dei veleni esplosa in Calabria nel 2009 a seguito delle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Francesco Fonti; come concludono gli autori sono molte le domande aperte pur essendo formalmente il caso chiuso. Fonti è stato valutato inattendibile, ma la sensazione rimasta fra la gente e nelle istituzioni locali e che non si sia voluto andare fino in fondo per scoprire la verità. Anche i giornali, locali e nazionali, hanno mollato la presa e restano solo alcuni comitati di cittadini e associazioni a seguire la vicenda; eppure c’è ancora molto da seguire e scoprire poiché nel letto del fiume Oliva è accertata la presenza di rifiuti tossici che in questi mesi sono analizzati per capire di che sostanze si tratta. E presso la Procura della Repubblica di Paola resta in piedi l’inchiesta su questo versante grave e che potrebbe scoperchiare il tappo della bottiglia che tiene imprigionata la verità e anche altre verità, altre vicende di rifiuti smaltiti illegalmente in Calabria a scapito dell’ambiente e della salute dei cittadini. La presenza di un’enorme quantità di rifiuti tossici, forse anche di metalli pesanti, seppelliti nel letto di un fiume non è vicenda marginale e forse in questo momento si sta sottovalutando questa situazione, un po’ come delusi dei grandi scandali che non sono scoppiati e con l’impressione che le cose che sono state scoperte sono troppa poca cosa per indignarsi e pretendere la verità.