Dopo la rovina del Ventennio fascista il Sessantennio partitocratico di metamorfosi del Male.
Una storia di distruzione dello Stato di diritto e della Democrazia e di (re)instaurazione di un regime (neo)totalitario.
Dalle ore 24:00 di oggi l’associazione Calabria Radicale partecipa alle iniziative nonviolente sul tema dell’emergenza nelle carceri con uno sciopero della fame a staffetta fra gli iscritti. Rita Bernardini, Deputata Radicale nel gruppo del Pd è giunta oggi al 14° giorno di sciopero della fame insieme ai compagni: Valter Vecellio, Donatella Corleo, Donatella Trevisan, Lucio Bertè, Claudio Scaldaferri, Michele Capano e Yasmine Ravaglia. Un’iniziativa nonviolenta che i Radicali hanno deciso di intraprendere davanti all’aggravarsi quotidiano dell’emergenza carcere -e della strage che proprio oggi fa registrare il 22esimo suicidio dall’inizio dell’anno negli istituti italiani- con l’obiettivo di seguire i tempi di discussione del DDL Alfano su messa alla prova ed esecuzione presso il domicilio delle pene detentive brevi.
L’emergenza nelle carceri riguarda anche la Calabria con gravi situazioni di sovraffollamento, pericolose mancanze di organico nel corpo della Polizia Penitenziaria, grave insufficienza nel servizio sanitario, psicologico e nell’assistenza sociale. Da oggi, quindi, Marco Marchese, Segretario dell’Associazione Calabria Radicale e poi il Tesoriere, Riccardo Cristiano, il Presidente Salvatore Moscato e a seguire Mauro Mariani Valerio e Saverio De Morelli, componente del comitato nazionale di Radicali Italiani, digiuneranno a staffetta promuovendo il tutti i modi che sarà possibile questa iniziativa di civiltà.
Calabria Radicale è in piena campagna iscrizioni, forza amiche e amici, compagne e compagni; dobbiamo crescere lasciando da parte qualche timidezza e chiedere alle persone che conosciamo e che sappiamo esser d’accordo d’iscriversi. La campagna è coordinata dal Tesoriere Riccardo Cristiano. Vicini e lontani non ha importanza, Calabresi e non Calabresi non ha importanza, basta sentirsi un animo Radicale e amare anche poco poco la Calabria. Grazie per tutto quello che riuscireMO a fare e dipingete pure i vostri profili internet e Facebook.
L’avvento della Repubblica per lungo tempo non produce mutamenti nella disciplina della radiodiffusione voluta dal regime fascista, imperniata sulla riserva allo Stato dell’attività radiotelevisiva e sul penetrante controllo politico circa l’assetto societario ed i contenuti dei programmi. Nell’Italia repubblicana, il controllo del consenso e del dissenso continua a essere assicurato principalmente attraverso il controllo del mezzo radiotelevisivo, in continuità con l’uso che il fascismo fece della radio e del cinema.
14.1 Dall’Eiar a Raiset
Una immutabilità segnata persino dalla continuità giuridica, oltre che delle strutture e del personale giornalistico, della concessionaria unica Rai rispetto all’Eiar, l’Ente italiano per le audizioni radiofoniche cui il fascismo ha riservato l’attività radiofonica. Leggi l’intero intervento
E’ giunta l’ora di esprimere l’indignazione e manifestare il proprio pensiero in tutte le occasioni che lo richiedono quando ci si sente indignati; basta con il silenzio e avanti con l’espressione del pensiero, anche di duro dissenso, educato ma fermo, mai offensivo ma senza timidezza.
Egregio Sindaco,
ho seguito la trasmissione Annozero ieri sera. Premetto che non sono per nulla un estimatore di Santoro e delle sue trasmissioni, ho ben presente e ho imparato a discernere fra le frasi spezzate a metà, i presunti problemi di collegamento, Sandro Ruotolo e le inquadrature particolari. Penso fermamente, però, che Lei non sia un amministratore adeguato per il Comune di Adro poiché ho maturato l’opinione che nel Comune che Lei rappresenta con l’incarico di Sindaco, la stragrande maggioranza dei cittadini NON sono né razzisti né contro gli immigrati. Viceversa penso che sia Lei ad avere seri problemi rispetto agli immigrati; il concetto che è emerso in tutta la sua potenza è: “Padroni in casa nostra”, e sono quasi sicuro che Lei ne vada orgoglioso di questo concetto anche attraverso la maggioranza elettorale che Le è stata accordata. Penso che questa politica renda il Suo Comune semplicemente inospitale e lo dico perché per mia formazione riconosco solo la razza umana senza distinzioni di provenienza geografica, figuriamoci se per differenza di cultura, religione o tratti somatici. Può, quindi, lontanamente immaginare di aver avuto mandato, da parte dei cittadini, di rappresentare e governare il Comune facendo differenze fra quello che Lei stesso, credo, definirebbe “La nostra gente” e gli altri? Può farlo, certamente, tutto è possibile ma quest’atteggiamento come lo definirebbe alla luce dell’articolo uno, due e tre della Costituzione? Lei pensa che la Costituzione Italiana debba applicarsi solo agli Italiani e non ai migranti? Pensa che Lei abbia il diritto di governare un Comune al di fuori dei principi costituzionali fondamentali sanciti nei primi dodici articoli?
Bene, queste, a mio avviso, sono le sue inadeguatezze e confido in una Sua profonda riflessione che possa farla ricredere per cambiare rotta alla Sua azione amministrativa.
Distinti saluti
Marco Marchese
Ecco la risposta del Sindaco di Adro:
Sono in pochi a pensarla come te anzi sempre meno lo si denota anche dalle ultime elezioni complimenti continuate così la LEGA NORD continua a crescere grazie a voi
Ma siccome non demordo ho controbattuto e resto in attesa di una ulteriore risposta:
Mi permetto, Sindaco, di controbattere poiché non mi aspettavo una risposta così piccata, ma soprattutto così povera dal punto di vista politico. Se ha voglia di confrontarsi, cosa che mi auguro perché solo il civile e democratico confronto fa crescere un paese, sarò lietissimo di argomentare con Lei, diversamente pazienza e non ne soffra se la risposta che mi ha dato sarà rubricata alla voce supponenza.
Questo è sempre di più un paese razzista. Fermiamoci a riflettere. Non è per Annozero di stasera perché non sono un fan di Santoro, ma vedo sempre più chiara questa realtà. Basta!
Regala un libro a uno sconosciuto - Foto: Guillermo Fdez
E’ trascorsa la giornata in cui si regala un libro a uno sconosciuto, il 26 marzo 2010. Avevo segnalato l’evento essendomi imbattuto casualmente in un intervento di un diario, pensoscrivo, che m’incuriosiva. Incuriosito a tal punto che ho “saltato il fosso” e invece di osservare alla finestra cosa e come accadeva questa cosa strana di prendersi la briga di regalare un libro a uno sconosciuto ho fatto che ne ho comprato uno l’ho impacchettato a uso regalo con tanto di fiocco, non ho dimenticato di scrivere una dedica e un saluto al mio sconosciuto e verso le otto del mattino, davanti alla stazione di Lamezia Terme Centrale, il libro se l’è beccato una signora che aveva l’aria di aspettare qualcuno che la venisse a prendere. Leggi l’intero intervento
La copertina del libro di Emma Bonino Alfabeto Bonino
Alfabeto Bonino, di Emma Bonino, attraverso la formula del micro capitolo, ordinati appunto in ordine alfabetico, percorre il pensiero e la vita politica di Emma Bonino, ottimamente sintetizzata da Cristina Sivieri Tagliabue. Pulita, limpida, chiara, questi gli aggettivi che caratterizzano Emma Bonino, in questo momento Vice Presidente del Senato e già candidata al governo della Regione Lazio in contrapposizione a Renata Polverini che è poi diventata governatrice. Una carriera di azioni concrete e importanti, sempre a fianco del leader storico dei Radicali, in Italia, Marco Pannella Leggi l’intero intervento
La coperttina del libro di Don Andrea Gallo Così in terra come in cielo
Don Andrea Gallo non è classificabile come persona poiché gli aggettivi restituirebbero una sua immagine o grottesca (e sarebbe davvero ingeneroso) oppure strabiliante (e lo stesso Andrea Gallo respingerebbe questo concetto). Don Andrea Gallo è semplicemente un uomo raro; incarna ciò che la Chiesa dovrebbe sempre essere: includente, a favore, per, tutti e maggiormente per gli ultimi. Un vero esempio che con questo libro costruito attraverso una serie di episodi vissuti descrive con semplicità il mondo di cui si occupa e che spesso si fa finta di non vedere.
On. Roberto Maroni, Ministro dell'Interno - Foto: UK in Italy
Su iniziariva di Agorà digitale:On.le Ministro Roberto Maroni,
Abbiamo letto con interesse le notizie che riferiscono della sua abitudine come di qualsiasi appassionato di musica, di scaricare brani da Internet. Come già più volte aveva fatto in passato, in due interviste, una pubblicata in data 9 aprile dal settimanale Panorama, e l’altra concessa a Radio Uno in data 10 aprile, Lei ha nuovamente dichiarato di essere contrario ad approcci repressivi, come quello francese della disconnessione da internet dei cosiddetti “pirati”. Lei ipotizza addirittura una strada di collaborazione tra utenti e produttori di contenuti d’intrattenimento. Lei ha inoltre giustamente ribadito che esiste una differenza sostanziale tra il furto e la condivisione, sottolineando che l’uso di reti di file sharing equivale “a fare una copia di un cd acquistato e regalarla ad altri, cosa che avviene normalmente quando compriamo un cd e facciamo la copia per i nostri amici”. Anche il ministro Giorgia Meloni in passato fece dichiarazioni simili… clicca qui per leggere il resto della lettera e per sottoscriverla
Dichiarazione di Marco Marchese, Segretario di Calabria Radicale
L’accostamento che ha fatto il Cardinale Tarcisio Bertone fra omosessualità e pedofilia è una sciocchezza enorme di cui dovrebbe vergognarsi e chiedere scusa, oltre che citare le fonti dal quale ha tratto questa insensata conclusione. E’ incomprensibile; o forse si capisce pure troppo bene, che alzando un polverone del genere si distoglie l’attenzione sui casi di pedofilia coperti dalle gerarchie ecclesiastiche. Uno scandalo che giorno dopo giorno monta e sta travolgendo la Chiesa Cattolica. Personalmente, con gli elementi già emersi, confido in una crisi di coscienza del Papa che lo porti alle dimissioni per ritirarsi a meditare sugli errori degli ultimi decenni. In quanto a Bertone, il quale evidenzia una chiara ostilità verso la comunità gay, smaccatamente fa piena mostra della propria omofobia che con questi ultimi accostamenti alla pedofilia sfociano nel disprezzo che nutre verso gli omosessuali; tutti indizi di chiaro e semplice razzismo, perché tale è il suo comportamento è per tale va denunciato. Spero possa ricredersi, sono certo che la comunità gay, credente e non, facendo parte della più grande comunità umana, sarà capace di perdonare queste gratuite bestialità.