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Quando Gomorra sfida lo Stato

Segnalazione da Caffè News Magazine – 15/02/2010 – Paolo Esposito

La copertina del libro di Roberto Saviano, Gomorra.

La copertina del libro di Roberto Saviano, Gomorra.

Settimana calda quella in terra di camorra, un fresco profumo di libertà che stenta a tornare!

Lo aveva preannunciato lo stesso magistrato Raffaele Cantone quando, all’indomani della sentenza della Cassazione che ha chiuso il processo Spartacus con la conferma di 16 ergastoli, in un’intervista esclusiva a Caffè News Magazine, aveva asserito che “l’attualità del clan vede già una riorganizzazione in atto, che è indipendente dalla sentenza della Cassazione”.
Sarà una “guerra con omicidi eccellenti”, ha incalzato lo scorso mercoledì 10 Febbraio in un’intervista al “Tempo” il pentito dei Casalesi Carmine Schiavone. In quell’intervista che nei giorni a seguire sarà ritenuta un vero e proprio testamento, il pentito Schiavone aggiunge che “le vittime ci vogliono, altrimenti i vecchi scompaiono ed emergono i nuovi. Se non passano all’azione dimostrano la loro sconfitta agli occhi degli altri, perdono credibilità, li mollano pure i politici”.
Fa nomi e fornisce dettagli, a rischiare, oltre a lui, sarebbero il pm della procura di Napoli Federico Cafiero de Raho e Roberto Saviano. E proprio nelle stesse ore in cui il pentito rilascia l’intervista, allo stesso pm de Raho giungerà una nota dei servizi segreti: a rischio di vita sarebbe il giudice Raffaello Magi e il magistrato di Cassazione Raffaele Cantone.
Sarebbe in atto una sfida tra la vecchia generazione dei Casalesi e una nuova che vuole farsi strada con gesti eclatanti, la stessa strategia stragista che in un recente passato aveva visto protagonista il boss Giuseppe Setola, ma che dopotutto non è cara alla vecchia generazione da sempre fautrice di una sorta di pax camorrista che terrebbe lontani forze dell’ordine e media. E’ con estrema lucidità che il pentito Carmine Schiavone continua nell’intervista al “Tempo” ad analizzare l’attuale scenario in terra di camorra.
Secondo il collaboratore di giustizia Spartacus avrebbe dovuto “tagliare i fili coi padrini politici, così le condanne servono a poco”.
Lo stesso Raffaele Cantone, nell’intervista a Caffè News Magazine, aveva parlato di luci e ombre sul processo Spartacus, un processo durato tanto ma per una sola parte: quello che non si dice è che “il processo è concluso solo per la parte riguardante gli omicidi commessi dal clan. In Corte d’Appello furono stralciate delle vicende associative molto importanti, e per quelle parti il processo d’Appello non è ancora concluso”.
Giovedì 11 Febbraio un evidente segnale inquietante che lascia riflettere. Alla fine della presentazione del libro “’O cecato” di Daniela De Crescenzo presso la centralissima libreria Feltrinelli di Napoli con Rosaria Capacchione de “Il Mattino”, il giudice Cantone ed il procuratore capo di Napoli Lepore, la giornalista Capacchione sarebbe stata avvicinata da un cugino del boss superlatitante Antonio Iovine insieme alla moglie.
I due hanno contestato alla Capacchione il contenuto di alcuni articoli a sua firma. Un episodio sconcertante perché avvenuto alla luce del sole, alla presenza di numerosi esponenti della società civile, di magistrati e forze dell’ordine. Tra l’altro, ciò che più lascia attoniti, gli articoli contestati risalgono a più di un anno fa.
Un episodio di difficile interpretazione, ma che lascia intuire come i Casalesi siano pronti a scegliere la strada della sfida plateale in generale allo Stato e alla magistratura, ma in particolare a Rosaria Capacchione la cui scorta ad oggi è insufficiente, non ha neanche un’auto blindata!
E sempre in quelle ore, tra l’altro, a San Cipriano d’Aversa, Corrado De Luca, braccio destro del boss Iovine, veniva arrestato dai carabinieri mentre era tranquillo a casa sua. L’uomo era latitante, come i due boss Iovine e Zagaria, da molti anni. I due superlatitanti, secondo il collaboratore di giustizia Carmine Schiavone, non sarebbero poi molto lontano dal loro territorio: “Iovine controlla la zona di San Cipriano. Michele Zagaria l’area di Casapenna. Sta in Romania e Polonia, va e viene. Poi Zagaria ha fatto la plastica facciale e so che anche o’ Ninno (Iovine, ndr) si è aggiustato”.

Segnalazione da Caffè News Magazine – 15/02/2010 – Paolo Esposito

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