Dopo la rovina del Ventennio fascista il Sessantennio partitocratico di metamorfosi del Male.
Una storia di distruzione dello Stato di diritto e della Democrazia e di (re)instaurazione di un regime (neo)totalitario.
Pubblicato il 27 settembre 2009 - Autore: Marco Marchese
La copertina del libro di Antonia Giorgi
Antonia Giorgi è la mamma di Marco Marmo, uno dei sei giovani uccisi nella strage di Duisburg il giorno di ferragosto di due anni fa. Antonia Giorgi grida l’innocenza dei figli Marco e quella di Achille, arrestato per mafia e condannato in primo grado a otto anni di carcere. Dal luglio 2009 l’invocazione di giustizia della signora Giorgi ha trovato forma in un libro, autoprodotto, e forse di non facile reperibilità in cui si narra la storia della famiglia Marmo. Fin dalle prime righe, dedicate all’innocenza dei figli, ci si accorge che non si tratta di una storia fortunata che narra, oltre la sorte di Marco e Achille, anche la morte del marito in seguito ad un incidente stradale. Leggi l’intero intervento
Il 6 settembre 2009, a Salerno, si è svolto il primo congresso dell’associazione Agorà Digitale. Questo intervento è pubblicato con notevole ritardo non perché l’evento trattato sia poco importante, ma perché nella lista delle priorità, avendo occupato il 100% del tempo a disposizione, l’aggiornamento dei siti è stato soccombente. Agorà Digitale arricchisce la Galassia Radicale ed era da un certo tempo che dall’area emergeva l’esigenza di questo soggetto a tema che ha come scopo “… difendere le libertà digitali, di promuovere una democrazia disintermediata in ogni parte della società e sviluppare una comunicazione in rete che sappia coinvolgere ed informare.” (articolo 4 dello statuto). Leggi l’intero intervento
Sul Sole 24 ore del 23 settembre è apparso un articolo di Luigi Manconi per sfatare la lunga campagna di mistificazioni e falsità che da tre anni si gioca sull’indulto. Radio Radicale ha inoltre registrato una interessantissima conferenza stampa in proposito, qui collegata.
Luigi Manconi – Il Sole 24 Ore – 23/09/2009 – pag. 16
Davvero singolare la sorte del provvedimento di indulto approvato nel luglio del 2006. Ispirato da Giovanni Paolo II, che lo richiamò esplicitamente nel suo discorso in parlamento nel novembre del 2002; Leggi l’intero intervento
Marco Marchese - Segretario dell'Associazione Calabria Radicale e membro del Comitato nazionale di Radicali Italiani
L’associazione Calabria Radicale collaborando con l’Associazione italiana di cultura liberale “Società Libera”, manifesta a Strasburgo davanti al Parlamento Europeo, lunedì 14 settembre ore 12, Pont du Wacken, per richiamare l’attenzione sullo stato dell’informazione in Italia.
Il nostro sistema informativo segue quasi esclusivamente una pura logica di appartenenza politica, che vede i mezzi di comunicazione schierati acriticamente o a favore o contro il governo, a discapito dei diritti dei lettori. I conflitti d’interesse tra politica, informazione ed economia squalificano in Italia il ruolo dell’informazione inteso come necessario strumento di libertà.
In Italia il giornalismo d’inchiesta è praticato pochissimo.
In Italia è raro l’approfondimento sugli scenari internazionali.
In Italia si tratta qualsiasi argomento riportandolo, il più delle volte, a favore o contro una parte politica.
Finanziamenti pubblici all’editoria, precariato e controllo politico delle carriere hanno reso i giornalisti italiani politicamente dipendenti, con la conseguenza che completezza, qualità dell’informazione e professionalità, raggiunge livelli inaccettabili e, le rare eccezioni, sempre più osteggiate e silenziate, confermano questa che ormai è divenuta “regola”; non a caso Freedomhouse e Reporters sans frontières censiscono l’Italia fra i paesi a libertà di stampa LIMITATA!
Il grido di allarme, di chi come noi auspica l’affermazione di una società aperta e libera, è un atto di accusa verso il giornalismo italiano per la sua totale complicità, conformismo e sottomissione alla classe politica e ai potentati economici. Il nostro vuole essere anche un appello di sensibilizzazione degli organi rappresentativi il giornalismo italiano ed europeo:
NO AL GIORNALISMO COME SOTTOPRODOTTO DELLA POLITICA,
SÌ ALL’ABOLIZIONE DELL’ORDINE DEI GIORNALISTI.
Marco Marchese
Segretario Associazione Calabria Radicale
Comitato nazionale di Radicali Italiani
3356696982 segretario@calabriaradicale.it
Pubblicato il 11 settembre 2009 - Autore: Marchese Marco
Il 25 aprile 2009 dei Radicali - Alessandro Massari
DALLA RIFORMA “AMERICANA” POSSIBILE ALLE CONTRORIFORME PARTITOCRATICHE
All’inizio degli anni ’90, con l’esplosione di tangentopoli e l’auto-referenzialità del sistema politico italiano, ormai evidentemente scollegato dalla gestione del territorio e dei suoi problemi, nella società matura una profonda crisi di fiducia nelle istituzioni rappresentative repubblicane. Per cercare di intervenire sull’assetto politico, rompendo l’articolazione bipolare di un monopartitismo sempre meno imperfetto, si fa ricorso allo strumento del referendum.
10.1 La scelta della riforma maggioritaria uninominale, come risposta popolare alla degenerazione del sistema dei partiti
La maggioranza dei cittadini, in modo sempre più netto, esprime il proprio favore per meccanismi elettorali che mirano a legare direttamente l’eletto con il corpo elettorale e il territorio. Già nel 1986 era nata, per iniziativa radicale e con parlamentari di vari partiti (democristiani, socialisti, liberali) la “Lega per l’uninominale”. Leggi l’intero intervento
Marco Marchese - Il 25 aprile 2009 dei Radicali a Roma
LA BANCAROTTA DELLO STATO ITALIANO
Le lontane origini negli anni ’70 e ’80 del dissesto economico e finanziario, solo in parte frenato dall’adesione dell’Italia all’Eurozona. L’inesorabile crescita del debito pubblico, la mancanza delle riforme, la politica clientelare dei partiti, le scelte conservatrici e corporative del padronato e dei sindacati.
9.1. Il tradimento dei vincoli costituzionali di bilancio
Il “monopartitismo imperfetto” del regime italiano diviene subito evidente e si perfeziona soprattutto nella gestione consociativa e corporativa, contro Costituzione, del debito e della spesa pubblica. Secondo Giovanni Sartori, “almeno 3/4 della legislazione italiana tra il 1948 e il 1968 è stata approvata anche dai comunisti”. Leggi l’intero intervento