DDL Anti-Intercettazioni: No ad una legge anticostituzionale e liberticida. Sì alla disobbedienza civile.
Dichiarazione di Maurizio Bolognetti, Segretario radicali Lucani
Il “Povero Silvio”(Cornacchione docet!) e il suo fedele ministro di Grazia e ingiustizia ci riprovano: anziché varare serie riforme sul pianeta giustizia, quali la separazione delle carriere o concentrare la loro attenzione sulla questione degli incarichi extragiudiziari, tornano alla carica sulla questione intercettazioni telefoniche.
Quanto è buono Silvio! Lui si preoccupa di noi tutti e vuole evitare che in futuro i cittadini italiani possano essere turbati nel leggere delle conversazioni dei “furbetti del quartierino”, delle scalate bancarie alla Antonveneta e alla BNL, delle violenze nelle cliniche milanesi e magari le conversazioni poco edificanti tra sua eminenza/emittenza Bruno Vespa(sempre sia lodato) e il buon Sottile.
No, Silvio e Alfano hanno a cuore la serenità dei cittadini di questa bella Repubblica delle banane, e dunque si apprestano a varare un sano provvedimento censorio per impedire alla stampa di pubblicare conversazioni sconvenienti.
Spero non suoni bestemmia; mi auguro che nessuno voglia definirmi giustizialista, ma a mio avviso il DDL sulle intercettazioni telefoniche è un provvedimento incostituzionale e liberticida.
Sul mio Blog(www.lucania.ilcannocchiale.it) ho ripetutamente e integralmente recepito atti di indagine e intercettazioni telefoniche non coperte dal segreto istruttorio. Sono pronto a rifarlo anche dopo l’entrata in vigore del decreto Berlusconi-Alfano.
Ha ragione la giunta dell’ANM ad affermare che il provvedimento varato dal Governo “impedirà alle forze di Polizia e alla magistratura inquirente di individuare i responsabili di gravissimi reati.“
Hanno ragione da vendere Fieg e FNSI quando affermano che il DDL governativo “introduce limitazioni ingiustificate al diritto di cronaca.“
Ha ragione il Presidente dell’ODG Lorenzo Del Boca quando afferma che il DDL Berlusconi-Alfano renderà “l’informazione più debole.”
La verità è che lor signori stanno per approvare una “legge bavaglio”. Una legge che ha un duplice obiettivo: limitare o rendere inefficace l’uso di un prezioso strumento investigativo; impedire che i cittadini possano conoscere il contenuto di indagini che coinvolgono le “camorre” partitocratiche.
Gioverà ricordare a “Povero Silvio” e ad Angelino Alfano quanto scriveva nel giugno 2007 in una memorabile sentenza la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo: “è legittimo accordare una protezione particolare al segreto istruttorio, sia per assicurare la buona amministrazione della giustizia, sia per garantire il diritto alla tutela della presunzione d’innocenza delle persone oggetto d’indagine. Ma su queste esigenze prevale il diritto di informare, soprattutto quando si tratta di fatti che hanno raggiunto una certa notorietà tra la collettività“.
Sulla stessa questione, nell’anno di grazia 2008, così si esprimeva Furio Colombo: “Se mai, tornando al caso delle indagini sui ‘furbetti’, è bene che i cittadini-lettori comincino a considerare come un problema loro (prima ancora che dei giornalisti) la museruola che la nuova legge punta a mettere all’informazione su tutti gli atti di un’inchiesta, e non soltanto sulle intercettazioni prese come pretesto; anche sugli atti non più coperti dal segreto; anche se li si racconta ‘nel riassunto’, e persino se ci si limita ‘al contenuto’; e addirittura fino al rinvio a giudizio. Un problema loro perché con queste regole, ad esempio, dell’indagine sulla scalata 2005 di Consorte alla BNL niente potrebbero leggere a tutt’oggi, visto che non c’è stata ancora l’udienza preliminare; e di quella di Fiorani all’Antonveneta avrebbero iniziato a leggere qualcosa solo 23 giorni fa, quando il giudice ha disposto il rinvio a giudizio.”
Il DDL governativo sulle intercettazioni è irricevibile, e ci auguriamo che il parlamento dei nominati sappia e voglia rispedirlo al mittente in un sussulto di dignità.
E’ evidente che siamo di fronte ad un provvedimento che entra in conflitto con l’articolo 21 della costituzione e anche con l’art 10 della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo.
Ci auguriamo che il PD sulla questione non si limiti ad un’opposizione di facciata, lasciando che Silvio faccia il “lavoro sporco” per tutti.
Se questo provvedimento dovesse diventare legge dello Stato, temo che nel rapporto 2010 pubblicato da Freedom House, l’Italia, già definita dall’organizzazione fondata da Eleanor Roosevelt un “paese semilibero”, subirà un ulteriore declassamento.
Chiedo ai compagni Radicali di valutare la possibilità di avviare una campagna di disobbedienza civile nei confronti della “legge bavaglio”.
Temo che anche questo provvedimento scellerato possa entrare a pieno titolo nell’elenco delle bestialità che abbiamo illustrato nel documento denominato “La peste italiana.“
P.S.
Comprendiamo che possa essere assai sconveniente consentire ai cittadini la lettura integrale di un recente provvedimento disposto dalla Procura della Repubblica di Salerno, nel quale possiamo leggere le seguenti considerazioni: “…si sono potute constatare assunzioni di persone strettamente collegate o comunque segnalate da magistrati, prefetti, appartenenti alle forze dell’ordine, personaggi inseriti nelle istituzioni varie…”
E già… meglio che i cittadini non sappiano! Meglio nascondere e imbavagliare la stampa. Ma sì, forse ha ragione Silvio: certe “controprestazioni” meglio non farle conoscere al popolo bue.



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