Radicali Italiani – assemblee interregionali post-congressuali
Notizie radicali – 23/03/2009 – Antonella Casu e Antonio Cerrone

Antonella Casu e Antonio Cerrone
Si è concluso il giro delle assemblee regionali e interregionali convocate subito dopo il VII Congresso di Radicali Italiani.
L’iniziativa fu lanciata sull’onda dell’entusiasmo manifestato alla chiusura del VII congresso di Radicali Italiani caratterizzato principalmente, a nostro avviso, da tre fattori principali: l’analisi politica confermata dal dibattito congressuale dell’esigenza di organizzare e rafforzare la “R/esitenza radicale”, la risposta alla chiamata a raccolta dei “radicali storici e radicali ignoti” e la non scontata riconferma della segreteria uscente.
Approfittando dell’uscita a fine dicembre 2008, di un primo numero di “Notizie Radicali” incentrato sull’esito del congresso e sul lancio della campagna iscrizioni a “pacchetto” per assicurare le risorse minime necessarie alla struttura comune della galassia radicale per il 2009, contattammo (a freddo) alcuni compagni delle aree individuate per fissare delle date utili alla tenuta di assemblee regionali e interregionali – che non si tenevano da tempo – da tenersi subito dopo il primo Comitato Nazionale di gennaio 2009.
Superato un primo momento di perplessità dei compagni contattati, in relazione alla possibile scarsa partecipazione, sul numero di “Notizie Radicali” di dicembre pubblicammo l’elenco degli appuntamenti.
Oggi, il bilancio di tale iniziativa risulta decisamente positivo, nonostante la consapevolezza che se ci fosse stato possibile occuparsene di più, sarebbe potuta andare ancora meglio.
Le assemblee sono state 9 e si sono tenute dal 17 gennaio al 15 marzo; il convegno su “Verità e menzogne” all’Eliseo e il congresso italiano del PRNTT, non hanno consentito di rispettare il fine giro entro la fine di febbraio. Hanno partecipato oltre 750 persone, alcune delle quali hanno colto questa occasione per rinnovare l’iscrizione per il 2009 o per iscriversi per la prima volta. Sono state raccolte 9 iscrizioni a “pacchetto” ovvero a tutti i soggetti della galassia radicale, 41 iscrizioni a Radicali Italiani, 5 al Partito Radicale e 6 all’Associazione Luca Coscioni.
Complessivamente l’autofinanziamento raccolto è pari a 21.826,04 euro, di cui a titolo di iscrizioni 14.320 euro. Le spese sostenute ammontano complessivamente a 7.019,04 euro di cui 2.846,90 per l’affitto delle sale e 4.172,14 per le spese di viaggio e soggiorno; tutte le spese sono state totalmente autofinanziate e il bilancio si chiude con un attivo di 487 euro, oltre le somme raccolte per iscrizioni.
Il principale ringraziamento va a quanti rappresentanti di associazioni, punti di riferimento o singoli militanti si sono attivati e coordinati con noi per la riuscita di queste assemblee.
Il dato più significativo, oltre alla buona partecipazione, è stata la presenza di compagni che da tempo non vedevamo più e di persone nuove che, principalmente grazie a Radio Radicale, hanno saputo dell’evento e ne hanno preso parte. E’ stata anche occasione di incontro e dibattito per quanti, fra i radicali storici e meno storici, non hanno potuto partecipare ai Congressi di Chianciano.
In tutte le assemblee abbiamo avuto la copertura dei Tg Rai regionali con buoni servizi e in alcuni casi anche interviste; sul fronte della carta stampata abbiamo avuto riscontri solo in alcune occasioni.
Questi incontri sono stati molto utili per illustrare, definire e concepire le iniziative che ci devono e ci dovranno vedere impegnati nel 2009, a livello nazionale e locale; per meglio comprendere quali migliori sinergie creare fra il livello nazionale e quello locale e fra le diverse associazioni. In alcuni casi è stato possibile fare il punto e comprendere assieme come costituire nuove associazioni coinvolgendo le nuove presenze che si sono manifestate in queste occasioni. Nei giorni successivi agli incontri, abbiamo avuto conferma che alcuni nuovi “arrivi” hanno dato seguito con un impegno concreto partecipando ad esempio ai tavoli di raccolta firme sul testamento biologico o alle successive riunioni organizzate in sede locale.
La mancanza di legalità e il progressivo aggravamento del regime partitocratico è nettamente avvertito da coloro che hanno partecipato al dibattito; certo, per dare notizia di questi appuntamenti ci si è rivolti ad una cerchia di persone che in qualche modo è informata, perché sono coloro che hanno rapporti con i soggetti della galassia radicale e si aggiornano attraverso la newsletter “Notizie Radicali”, il sito web di radicali.it o seguendo “Radio Radicale”.
Molto avvertita è la necessità di comprendere cosa poter fare concretamente, c’è la voglia di agire per voltare finalmente un’altra volta pagina, come avvenne dopo il ventennio di regime fascista.
Quello che è accaduto negli ultimi 10 mesi di assenza voluta della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, che ha prodotto tra le tante illegalità per mancato adempimento degli obblighi inderogabili – come lo stesso Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ebbe modo di sottolineare – la cessazione di ogni tribuna politica o di accesso riservate per legge alle organizzazioni oltre che politiche, anche sociali e religiose, è la negazione totale per i cittadini di tutta una parte di informazione. Se a questo poi, si aggiunge che i programmi di approfondimento sono deliberatamente organizzati per evitare un reale confronto democratico delle diverse posizioni, per cui ciascuno potrebbe farsi una sua opinione, è proprio l’elemento basilare della democrazia ad essere venuto meno.
Il problema è che neanche coloro che sono stati privati di questi spazi di informazione hanno alzato una voce per richiamare il rispetto dei loro diritti.
Alle assemblee hanno partecipato oltre a parlamentari e dirigenti radicali, anche molti esponenti di altri partiti, siamo grati per la disponibilità e per l’attenzione di questi ultimi, ma ancora una volta sembra che il problema della grave illegalità in cui versa il Paese, sia un problema che solo i Radicali avvertono e denunciano o peggio, che si debba delegare ai soli Radicali il continuare a farsene carico.
Solo qualche mese fa, al congresso di Radicali Italiani eravamo a chiederci se quella R/esistenza radicale che abbiamo assicurato per decenni fossimo ancora in grado di assicurarla e se ne avessimo ancora la forza e la voglia. Nei mesi successivi i Radicali hanno dimostrato di esserci, sono state rinnovate nel giro di due mesi la metà delle iscrizioni dell’intero anno scorso, molti hanno colto l’importanza e l’esigenza di impegnarsi con l’iscrizione a tutti i soggetti dell’area per garantire le condizioni di esistenza minima dell’intera galassia e alla chiamata urgente di un nuovo incontro a Chianciano per il congresso italiano del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito hanno risposto tempestivamente partecipando numerosi.
Così come c’è stata la risposta all’urgenza di passare dalla R/esistenza radicale al nuovo necessario obiettivo: quella della Liberazione democratica dell’Italia dall’infame regime partitocratico.
Nel solco di questa liberazione dalla partitocrazia si muove l’iniziativa per istituire a tutti i livelli l’Anagrafe degli eletti e dei nominati. La forza dirompente di questa iniziativa ha comportato di fatto la presa di distanza da parte dei partiti dell’attuale sistema partitocratico, ma grazie al lavoro meticoloso dei Radicali e alla sensibilità di alcuni rappresentanti istituzionali che a titolo personale si sono attivati, in diverse realtà territoriali è incardinato l’iter istituzionale.
Nelle assemblee è stato possibile fare il punto sulle iniziative locali intraprese per l’istituzione dell’anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati e sulle difficoltà riscontrate, soprattutto in relazione all’utilizzo degli strumenti di democrazia diretta.
Assemblee anche di impulso affinché in altre realtà partisse la mobilitazione su questo; molto abbiamo seminato, ma ancora molto c’è da fare prima di poter vedere realizzata questa grande riforma. Così come è stato per molte altre nostre grandi battaglie il cammino può essere lungo, ma l’utilizzo di questo strumento di iniziativa politica, è una delle cose che possiamo concretamente fare per scardinare il sistema partitocratico. Ciascuno può attivarsi nel proprio Comune, dandocene comunicazione e può essere proprio a partire da questo che si creino i nuclei in tutta Italia del Comitato di Liberazione.
La R/esistenza è anche l’insistenza, giorno per giorno, ad operare sulle cose di cui si è convinti.
E’ questa nostra tenacia che ha garantito le grandi riforme assicurate al Paese.
Oggi la priorità è sventare non solo per noi, ma per tutti i cittadini, l’attentato ai diritti civili e politici che è in atto.
L’ostracismo che si sta consumando nei nostri confronti è innanzi tutto dovuto ai temi che affrontiamo e al riscontro che questi hanno con il vissuto della gente, come numerosi sondaggi dimostrano e proprio per questo il regime ha l’esigenza di cancellare completamente alcune tematiche e i relativi promotori d’iniziativa.
Oggi più che mai dobbiamo essere fra la gente non sottovalutando gli effetti del passa parola e della nostra storia politica, dobbiamo far comprendere ad altri quanto sia importante anche il loro impegno concreto, attivo e fattivo.
La lotta sarà dura, ma non ci deve far paura e certo non ci scoraggeremo per questo.
In quasi tutte le assemblee è stata molto sottolineata la richiesta di avere appuntamenti di questo tipo in modo costante e non sporadico. L’auspicio è che le prossime assemblee si tengano in occasione della costituzione di nuove associazioni, che la partecipazione da parte di dirigenti nazionali sia richiesta dalle realtà locali a fronte di importanti eventi promossi direttamente da loro; magari incontri per “festeggiare” l’avvenuta istituzione dell’Anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati.


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