«Chiarezza sull’emergenza rifiuti»
Calabriaora – Agostino Riitano – 03/01/2009
I radicali al governo: che fine hanno fatto le denunce di Ruggiero?
«Verificare se siano state risolte le carenze in termini di trasparente gestione della struttura commissariale denunciate dal prefetto Antonio Ruggiero». Rifiuti. I radicali vogliono vederci chiaro nell’ingarbugliatissima matassa calabrese. E così la deputata eletta nelle liste del Pd, Elisabetta Zamparutti, presenta assieme ai colleghi un’interrogazione parlamentare al ministro competente. Per capirci qualcosa meglio ripartire da qualche mese fa. Esattamente dal febbraio 2007. Il 26, il prefetto Antonio Ruggiero, commissario all’emergenza rifiuti made in Calabria, siede davanti alla Commissione bicamerale per l’emergenza nel settore della raccolta della spazzatura. parole di fuoco Il “povero” Ruggiero, pur rimanendo in carica solo dal novembre 2006 al gennaio 2007, ha di che mettersi le mani nei capelli. Basta leggersi il resoconto di quella seduta in Parlamento. Per esempio, scrivono quelli della Commissione bicamerale, il prefetto rileva «l’assenza di registrazioni contabili dotate di requisiti minimi di analiticità, pur a fronte di un flusso di risorse finanziarie di ingente entità, e l’esistenza di gravi ritardi nei pagamenti e nelle riscossioni di pertinenza». Eppure la situazione al prefetto era stato presentata in un altro modo. Ecco cosa ricorda ai parlamentari: «Il passaggio di consegne, preparato dal ragioniere responsabile della struttura amministrativo-contabile del Commissariato, si sostanziava nella sottoscrizione di un verbale di un rendiconto di cassa della tesoreria della Banca d’Italia, in cui si dava atto delle entrate, delle uscite e di un saldo attivo di circa 50 milioni di euro (per la precisione, 51.834.578,57 euro). Ciò è avvenuto il 16 novembre 2006». Il bengodi? Macché. La realtà, infatti, è ben diversa. Ruggiero ricorda a senatori e deputati di aver dovuto «constatare la mancanza presso gli uffici affidatigli di un archivio, con la conseguenza che la ricerca delle pratiche era per lo più affidata alla memoria dei singoli funzionari ». Robe da amanuensi egizi. Il commissario all’emergenza rifiuti decide pure di inoltrare un rapporto alla procura di Catanzaro su alcune gare d’appalto. E meno male che lo stato emergenziale in Calabria era stato dichiarato dieci anni prima, nel 1997. verso il nuovo commissario Di proroga in proroga si arriva al 22 gennaio 2008. Un’ordinanza del presidente del Consiglio affida al commissario Salvatore Montanaro «il compito di provvedere, in regime ordinario ed in termini di urgenza, al completamento, entro e non oltre il 30 giugno 2008, di tutte le iniziative ancora di propria competenza già programmate ed in corso di attuazione per il definitivo superamento del contesto di criticità ambientale in atto nel territorio della Regione Calabria». Pochi giorni fa, il diciotto dicembre, la decisione del gabinetto Berlusconi di prorogare il commissariamento. Loiero esulta. «Il governo ci ha ascoltato». L’assessore al ramo, Silvio Greco, da parte sua, ci dice: «Rispetto le decisioni delle autorità. Ma io al commissariamento sono culturalmente contrario». Tant’è. Sta di fatto che di rifiuti si continua a parlare e di emergenza pure. l’attacco radicale «Non si può uscire dalla crisi della gestione dei rifiuti senza aver risolto i problemi a monte della trasparenza e della legalità», sostiene ora Zamparutti. «I cittadini – aggiunge- hanno il diritto di poter conoscere se, a prescindere dalla dichiarazione di emergenza, si sia provveduto ad assicurare in Calabria la tenuta di registrazioni contabili dotate di criteri di analiticità, la realizzazione di un archivio e di gare d’appalto per l’affidamento dei lavori di smaltimento dei rifiuti tanto più se si pensa che stanno finanziando direttamente con i soldi prelevati dalla loro bolletta, attraverso l’espediente truffaldino del Cip6, l’inceneritore di Gioia Tauro». La deputata conclude sottolineando l’importanza di «conoscere la situazione delle denuncie e delle inchieste che sullo smaltimento dei rifiuti in Calabria erano state avviate». Insomma, le parole di Ruggiero sono cadute nel vuoto? Giusto una pacca sulle spalle e «arriverderci, quella è la porta»? La delegazione radicale in Parlamento chiede conto quindi delle inchieste giudiziarie e si chiede «quale esito abbia avuto il rapporto presentato dal prefetto Ruggiero alla procura della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro; quale esito abbia avuto l’inchiesta cosiddetta “Poseidone” e avviata dalla procura di Catanzaro, in merito alla gestione dell’emergenza ambientale da parte dell’allora commissario Giuseppe Chiaravalloti; se si è provveduto ad affidare gli appalti mediante gara o se invece prosegue la prassi dell’affidamento diretto o tramite gare aggiudicate anche sulla base di una sola offerta». Bella domanda.



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