Pannella è un marziano prossimamente al cinema.
www.opinione.it – Alessandro Litta Modignani – 19/12/2008
E’ vero, nessuno è profeta in patria. Ma che si dovesse addirittura attraversare l’Atlantico per andare a scoprire che il cinema indipendente americano sta per lanciare un film ispirato alla figura di Marco Pannella, beh, questo è davvero sbalorditivo. Lo annuncia Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani. Il regista è un giovane esordiente, John Arrizza, di origini italiane. Lo sceneggiatore, il cui nome per ora è ignoto, deve conoscere assai bene le vicende politiche italiane, in particolare quelle dei Radicali. Dall’incontro fra i due scaturisce un soggetto leggero, spiritoso e originale, qualcosa a cavallo fra la fantascienza e la fantapolitica. Nessuno può giurare che farà sfracelli al botteghino, ma certo la trovata è divertente – almeno per il pubblico italiano. L’idea è questa. Nel deserto dell’Arizona, i servizi segreti americani scoprono un’astronave di extraterrestri, che vengono trovati in possesso di documenti segreti e arrestati. Costoro sono guidati da un leader in tutto e per tutto simile a Pannella (malgrado le corna e la pelle verde) che chiede inutilmente – indovinate un po’? – di parlare in televisione. Un addetto alle pulizie resta colpito dalla paziente fermezza di questi strani esseri e dalla personalità del loro capo, tanto da lasciarsi convincere a fotografarli imbavagliati, con un cartello al collo.
Attraverso internet, l’immagine dei marziani imbavagliati si diffonde in tutto il mondo alla velocità di un fulmine, suscitando ovunque vibrate proteste. A quel punto i prigionieri iniziano uno sciopero della fame, per ottenere un faccia a faccia televisivo con il Presidente degli Stati Uniti. Questi è costretto ad accettare. Al momento del confronto, il marziano rivela che il Presidente avrebbe potuto evitare la guerra con un paese del Medio oriente, esiliandone il dittatore, ma che non ha voluto. I marziani hanno le prove, registrate dalla loro astronave. Il Presidente è in difficoltà, la sua popolarità cola a picco e rischia la messa in stato d’accusa. Si diffonde ovunque lo slogan “A Martian for President”, anche se il Partito democratico si oppone perché un presidente extraterrestre non è previsto dalla Costituzione… Il marziano intanto diventa popolarissimo parlando in mondovisione di democrazia, di nonviolenza, di libero amore, con risultati sconvolgenti: i soldati in guerra gettano le armi e fraternizzano, scompaiono le frontiere fra gli Stati, dilagano ovunque la bisessualità e le coppie aperte.
A questo punto, tuttavia, intervengono le oscure trame del portavoce del deposto presidente – un subdolo e perfido facsimile di Daniele Capezzone – e il film ha una svolta. Non ne sappiamo di più, e comunque non sarebbe giusto raccontarlo. Insomma gli ingredienti per un film spassoso ci sono tutti. Agli italiani piacerà per la simpatica caricatura del vecchio personaggio; agli americani perché mette ulteriormente alla berlina uno dei presidenti più impopolari nella storia degli Stati Uniti. Per il resto, staremo a vedere. C’è solo da augurarsi che il film risulti “radicale” all’italiana, cioè anticonformista, e non all’americana, cioè come la solita scemenza estremista alla Micheal Moore. In appendice, un documentario avvisa gli spettatori che fatti e personaggi sono tutt’altro che immaginari. Vengono presentate, con tanto di luogo e data, le foto dei radicali imbavagliati in televisione, duranti i digiuni, nelle manifestazioni in cui chiedono l’esilio di Saddam per scongiurare la guerra eccetera. Infine una scritta: per saperne di più, consultare il sito www.radicalparty.org. Non sappiamo a quanti potrà davvero piacere. Ma per il vecchio Marco, comunque vada, sarà un successo.



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