Il progresso a volte significa fare un passo indietro.
Agli automobilisti ed ai trattoristi: se avete un vecchio diesel, risparmiate usando miscele di gasolio ed olio di soia.
L’attività sperimentale del Dipartimento di Ingegneria meccanica dell’Università di Trieste è condotta presso l’Azienda Mariants di Palazzolo dello Stella (Ud), all’interno della quale esiste la possibilità di produrre olio si soia. Le prime verifiche hanno riguardato la viscosità dell’olio di soia, che influenza il grado di polverizzazione nella camera di combustione del carburante, rendendo la stessa combustione più difficile e determinando incrostazioni nelle sedi delle fasce elastiche. Per limitare o, meglio, eliminare tali problemi sono sufficienti dei semplici accorgimenti: utilizzare gli oli vegetali in miscela con il gasolio (5 – 30% nella stagione invernale, 30 – 70% nella stagione estiva); sostituire con frequenza maggiore l’olio lubrificante; installare un circuito di preriscaldamento del combustibile al fine di ridurre la viscosità; se possibile ed economico, provvedere a un doppio circuito di alimentazione (gasolio e olio vegetale); prevedere un controllo dell’olio utilizzato. Gli oli vegetali in miscela e soprattutto quelli puri sono più adatti ad essere utilizzati in motori non particolarmente sofisticati (motori industriali ed agricoli o comunque diesel aspirati di vecchia generazione), mentre per il funzionamento anche di motori di nuova generazione (Common rail e iniettori a pompa) può essere adottato un sistema di alimentazione a doppio circuito. Questi sistemi sono disponibili sotto forma di un kit di retrofitting che tipicamente prevedono un serbatoio aggiuntivo per l’olio vegetale, linee di alimentazione riscaldate, sistemi di filtraggio addizionali ed eventuali controlli ed interventi sul motore. Le prime conclusioni dell’Università di Trieste sono che dal punto di vista tecnico è possibile già da oggi incrementare l’utilizzo di combustibili di origine vegetale di origine agricola ed in particolare l’olio di soia. Al fine di preservare dei semplici accorgimenti principalmente mirati a limitare i problemi derivanti dall’elevata viscosità degli oli vegetali.
La sperimentazione con l’olio di soia ha finora dimostrato che non ci sono problemi tecnici. Probabilmente le case automobilistiche non sono pronte all’immissione nel mercato di automobili con motore diesel che vanno con miscela gasolio – olio di soia con predominanza del secondo, sarebbero probabilmente motori sicuramente costosi che aggraverebbero il prezzo finale sull’acquirente – consumatore, sicuramente tali soluzioni troverebbero forte, feroce, fervida opposizione da parte dei petrolieri, eppure se si tornasse ai vecchi diesel aspirati, con poca potenza, parchi nei consumi, magari un po’ rumorosi, sicuramente guadagnerebbero gli agricoltori e ancor più i consumatori, se lo stato diminuisse le accise e l’IVA sui carburanti di origine agricola, in modo particolare se questi “vecchi” diesel fossero accoppiati ad un “moderno” motore elettrico, i consumi di carburante e quindi l’inquinamento sarebbero ancora minori. Solo che il Governo sembra essere sordo da entrambe le orecchie ed i Verdi sembrano sempre più il ricordo di un eccellente, indimenticabile, geniale autore del XIX secolo.
Bibliografia: “Olio vegetale nel trattore, i progressi della ricerca” di Federico Mercurio; m&ma macchine e motori agricoli, anno LXV, ottobre 2007 n. 10.



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