PACS no, ma DICO CUS, (forse).

CUS? DICO? PACS?
Prima parte: finalmente si muove qualcosa e per chi credeva che i tanti discussi C.U.S. sarebbero affondati nelle polemiche scaturite dai predecessori Di.Co. ecco il colpo di scena! Quindi, per dirla come un’icona di tutti i tempi: “The show must go on”. Ma vediamo in breve cos’è accaduto di tanto clamoroso da essere un po’ più ottimisti; per la prima volta in Italia un organo parlamentare, la Commissione Giustizia, approva il testo base dei C.U.S. che regolamenta le unioni civili. Nel testo si parla delle garanzie previdenziali e del permesso di soggiorno al partner straniero, mentre per le variazioni, come i tempi della convivenza per avere diritto a far parte dell’asse ereditario ora previsti in 9 anni, si spera possano essere ridotti a 3 con gli emendamenti. Il termine ultimo per la presentazione delle variazioni al testo è fissato in commissione alle ore 18:00 del 15 gennaio 2008. A quel punto la commissione avvierà la discussione con l’esame e il voto. Al momento il testo adottato dalla Commissione è quello del Senatore Salvi mentre tra i voti contrari si registra quello di Massimo D’Alema, che “non vede affatto i matrimoni gay” come una soluzione, in quanto, a parer suo,”i diritti e le leggi esistono già”. Ma perché invece di sparare a zero non elenca precisamente il modo di lasciare tutto al proprio compagno in caso di morte, senza che i parenti possano accampare diritti o magari risolvere la spinosa faccenda della reversibilità della pensione, l’assistenza in ospedale, ecc. ecc.? Mi fanno una tremenda rabbia questi ragionamenti ipocriti e conditi da presuntuosi ideologismi; vecchi e stantii come la politica che continuano a propinare al paese. Ma ci si riesce a guardarsi intorno, il mondo è vario e non chiuso in una stanza polverosa e umida come il cervello di chi calcola quanti voti valga una decisione coraggiosa. Parlamentari, sveglia!
Seconda Parte: se è vero che i colpi di scena sono all’ordine del giorno in questo paese stralunato, i contenuti dell’articolo che avete letto prima sono in bilico, finanche la speranza è in forse! In un sol colpo, il Senato, il 6 Dicembre 2007 ha approvato -non si sa come- il decreto Sicurezza, all’interno del quale si prevede l’estensione della protezione contro i crimini d’odio, nella fattispecie per chi incita e commette atti di discriminazione, di violenza o atti di provocazione alla violenza per motivazioni di genere, etnia, religione, orientamento sessuale, identità di genere. Apriti cielo: la senatrice Binetti ha votato contro. Subito dopo l’approvazione del decreto, il governo ha annunciato che la norma anti-omofobia verrà cancellata presto, la ragione vi chiederete? Salvare la poltrona tanto cara su cui siedono quelle doppie facce così false. A parte le direttive europee di uguaglianza e laicità con cui dovremmo confrontarci, mi dovrebbero spiegare la Senatrice che fa “la santa con il cilicio” o “il grande filosofo della famiglia” Buttiglione se tutti i pestaggi, le violenze che avvengono quotidianamente in nome del “razzismo” omofobo possono essere giustificate con una morale cattolica fuori da ogni logica. Perché non appena si raggiunge un minimo di civiltà, alcuni benpensanti si arrogano il diritto di spazzare via ogni sacrificio? Cari politici, ogni volta che una persona sarà picchiata perché ama una persona del suo stesso sesso le vostre coscienze avranno un sussulto? Di chi è la responsabilità di legiferare e tutelare i diritti di chi è discriminato? Le barbarie naziste non si sono forse scatenate attraverso un processo politico che da una parte ha concepito le leggi razziali e dall’altra non ha promosso alcun provvedimento contro le discriminazioni? C’è ancora tempo, non è mai troppo tardi, per quel futuro che avvolto nei colori dell’arcobaleno potrà esser davvero di libertà.


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