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Energia da fotovoltaico: si può fare impresa anche in Calabria, rispettando l’ambiente.

Pannello solare - Foto:L@ura*

Pannello solare - Foto:L@ura*

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su questa sezione di sito si parla di energia da fonti rinnovabili, più precisamente di fotovoltaico e non si fanno chiacchiere, ma fatti concreti: studio, progettualità, azione. Snocciolo un po’ grossolanamente un paio di dati, mi perdonerete, ma giusto due:

1) l’Italia è un paese con un’esposizione solare favorevole; ma l’energia che viene prodotta dal solare fotovoltaico è quantitativamente inferiore a quanto producono nazioni con un’esposizione meno favorevole della nostra.2) L’Italia settentrionale, che ha un’esposizione solare meno favorevole rispetto alle regioni meridionali, produce più energia da fotovoltaico.

Due contraddizioni che trovano spiegazioni sulle quali potremmo tranquillamente dilungarci in analisi utili, ma che non risolvono il problema nel concreto. Cerco di ragionare per me stesso e in modo speculare, concentrandomi sulla mia piccola economia domestica; cosa mi viene in mente:

a) Se potessi produrre per conto mio l’energia elettrica che mi serve attraverso il sole (quindi attraverso un impianto fotovoltaico) potrei risparmiare da 1.500 a 1.800 Euro l’anno.
b) Se potessi produrre una quantità di energia elettrica, attraverso il fotovoltaico, tale da poterla utilizzare per cucinare, risparmierei da 200 a 300 Euro di gas in bombole.
c) Se potessi produrre per conto mio una quantità di energia elettrica tale da poter riscaldare casa attraverso i condizionatori d’aria potrei risparmiare un’ulteriore somma: da 250 a 400 Euro.

Risparmio totale da 1.950 a 2.500 Euro all’anno. Cosa potrei fare con questa somma risparmiata? Bella domanda vero?

Possibile soluzione del ragionamento:

1) Potrei investire una somma di circa 30.000 Euro e farmi installare un impianto fotovoltaico che produca 4, meglio se 5 Kilowatt di energia elettrica e ammortizzare l’investimento in una quindicina d’anni per poi pensare di spendere in altro il risparmio di cui sopra, (con mia grande felicità), ma fra una QUINDICINA D’ANNI!

Ok, diciamo che mi vada bene, vediamo le implicazioni:

a) I 30.000 Euro ce li ho, ma li immobilizzo a lungo termine; non ce li ho e quindi cerco di farmeli prestare: 30.000 Euro + interessi = un costo maggiore. La banca mi concede il prestito? Per loro ce li ho i requisiti per il credito? Ho sufficienti garanzie? Che tipo di contratto dovrò sottoscrivere? Devo ipotecare la casa? Quante altre spese dovrò affrontare per accedere al credito?
b) Ci sono delle agevolazioni nella realizzazione di un progetto del genere? Trovo persone affidabili che mi sappiano consigliare correttamente?
c) A chi faccio progettare l’impianto? E’ un professionista affidabile e sufficientemente preparato?
d) A quale impresa affido la realizzazione dell’opera? E’ un’impresa seria e che mi consegnerà un impianto efficiente? Mi fornirà l’assistenza necessaria per i prossimi 20, 30 o 40 anni se qualcosa non va? Mi fornirà un servizio di manutenzione?
e) Sui materiali che garanzie otterrò dal produttore e per quanti anni?
f) Esiste una polizza assicurativa che mi indennizzi nel caso l’impianto subisca dei danni? Che tipo di danni si possono verificare? Quanto costa la polizza? Che contratto dovrò sottoscrivere e quanto mi costerà?

Ci sono ancora molti altri dubbi che possono essere snocciolati e che andrebbero a complicare ulteriormente le implicazioni di cui sopra. Morale: se posso permettermi di pagare la bolletta energetica della mia piccola economia domestica continuerò a farlo; diversamente sarò costretto a stringere la cinghia e modularla in base alla situazione del momento.

Altra possibile soluzione del ragionamento:

- Supponiamo che riesca a trovare un gruppo organizzato, autorevole e che con scrupolo e serietà dia una risposta positiva e convincente alle implicazioni elencate sopra e a molte altre ancora.
- Supponiamo che questo gruppo stia mettendo in piedi un progetto di acquisto collettivo e che abbia adottato il più classico dei criteri: “l’unione fa la forza”.
- Supponiamo che il tutto nasca dal basso e non da un’iniziativa mangiasoldi a tradimento.
- Supponiamo che attraverso l’incentivo statale del Conto Energia sul fotovoltaico possa avere la possibilità di azzerare la bolletta elettrica in un colpo solo e che con l’agevolazione sull’energia prodotta dal mio impianto in 15, 20 anni, il costo dell’impianto stesso andrebbe ad ammortizzarsi da sé.
- Supponiamo di non dover togliere grossi soldi dalla tasca, e soldi che magari neanche possiedo.
- Supponiamo che ogni passaggio possa essere verificato e trasparente e le informazioni vengano veicolate in tempo reale su internet.
- Supponiamo che si possa usufruire del progetto anche parzialmente e non con la formula a pacchetto “prendere o lasciare”.
- Supponiamo che il progetto dia la possibilità di partecipare attivamente e che qualsiasi riserva possa trovare una soluzione in una discussione trasparente e pubblica.
- Supponiamo di trovarsi davanti ad un progetto aperto e che condividendolo si dia la possibilità, a chi lo desidera, di darsi da fare, intendendo per ciò che se ne possa fare un’opportunità di lavoro.
- Supponiamo…

La differenza che c’è fra i “supponiamo…”, quindi le chiacchiere e la realtà, porta dritti al link che ho scritto all’inizio dell’articolo. E’ sufficiente armarsi di un po’ di pazienza per leggere attentamente il materiale e i contributi dei partecipanti. Ulteriori dubbi? Basta chiedere e le risposte arriveranno puntualmente.

Rischi?

Domattina per chi esce di casa chi no ha da scendere almeno un gradino? Anche questo è un rischio. Jacopo Fo nel suo sito parla di democrazia energetica, ci si rifletta, secondo me è un’intuizione che ha davanti a se una bella strada da percorrere. Si pensi alle ricadute positive: sull’ambiente, sull’economia, sull’occupazione e sulle economie domestiche. Il sistema dell’incentivo economico sull’energia prodotta dagli impianti, (non sto qui a spiegarne il meccanismo perché l’invito è quello di visitare il sito pocanzi segnalato) è ben congeniato e le risorse messe a disposizione possono coprire impianti messi in funzione entro il 31/12/2008 fino ad una potenza complessiva di 1.200 Megawatt (240.000 impianti domestici da 5 Kilowatt) e oltre.

Il sasso nello stagno è lanciato, cari lettori / consumatori; la Calabria saprà cogliere questa ulteriore opportunità?

p.s.: cosa ho deciso di fare io? Aderisco al progetto e annuncio la mia pre-adesione per il mio futuro impianto fotovoltaico.

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One comment to “Energia da fotovoltaico: si può fare impresa anche in Calabria, rispettando l’ambiente.”

  1. [...] e più precisamente di fotovoltaico: riassumo la questione in modo striminzito invitandovi a leggere l’ articolo. Con la finanziaria 2007 il sistema di incentivi per coloro intendano installare un impianto di [...]

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